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Incompetenza - difetto - translatio iudicii - riassunzione
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. IV, 9 giugno 2010 / 12 luglio 2010, n. 16666 (Pres. Nappi, Est. Caminiti)

Secondo il Consiglio di Stato la sentenza di primo grado che dichiara l'incompetenza per materia deve indicare il giudice competente e fissare il termine per la riassunzione (Consiglio di Stato, sez. V, 20 agosto 2008, n. 3969); peraltro in mancanza di siffatta indicazione deve ritenersi che valga il termine massimo di tre mesi per la riassunzione di cui al novellato art. 50 c.p.c., non potendosi applicare all’ipotesi di specie per converso la norma di cui all’art. 59 della legge n. 69/2009, in quanto relativa al diverso istituto della traslatio judicii nell’ipotesi di dichiarazione del difetto di giurisdizione, mentre nell’ipotesi di specie si verte sulla dichiarazione del difetto di competenza e quindi su una translatio judicii interna al processo amministrativo.

Ne consegue che - in mancanza di espressa disciplina de iure condito sul punto - deve applicarsi il citato disposto dell’art. 50 c.p.c. (in tal senso sent. Consiglio di Stato, sez. V, 20 agosto 2008, n. 3969 cit).

In caso di tempestiva riassunzione pertanto, il processo prosegue davanti al giudice ad quem, id est si conservano gli effetti dell’originario ricorso (e segnatamente è impedita la decadenza dall’azione, sempre che quello originario sia stato proposto tempestivamente); in caso di mancata riassunzione, come anche in caso di tardiva riassunzione, il processo si estingue: se la riassunzione non avviene, non vi sarà un provvedimento espresso di estinzione del processo; se la riassunzione avviene tardivamente, il giudice ad quem dovrà dichiarare l’estinzione del processo.

De iure condendo peraltro la materia è disciplinata dall’art. 16 comma 2 del codice del processo amministrativo secondo cui “Il difetto di competenza” – anche per territorio- “è rilevato, anche d’ufficio, con ordinanza che indica il giudice competente. Se, nel termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione di tale ordinanza, la causa è riassunta davanti al giudice dichiarato competente, il processo segue davanti al nuovo giudice”.

Peraltro de iure condito, non essendo tale disposto normativo ancora entrato in vigore, si ritiene congruo un termine per la riassunzione pari al termine massimo di tre mesi di cui al citato art. 50 c.p.c..

 

Ultimo aggiornamento ( lunedì 19 luglio 2010 )
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Giurisdizione - gestione dei rifiuti - G.O. - quando spetta
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. I, 9 giugno 2010 / 8 luglio 2010, n. 16617 (Pres. Guida, Est. Donadono)

La Corte costituzionale, con sentenza n. 35 del 5/2/2010, nel dichiarare non fondata la questione di legittimità costituzionale della disposizione in questione, ha nondimeno chiarito che la norma impugnata deve essere interpretata alla luce delle condizioni che delimitano, sul piano costituzionale, l’ambito della giurisdizione esclusiva, per cui non sono sottratte alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie relative al mancato adempimento da parte dell’amministrazione di una prestazione pecuniaria, che non involgono anche l’esercizio di poteri amministrativi preordinati alla organizzazione o alla erogazione del servizio pubblico di raccolta e di smaltimento dei rifiuti

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Interesse al ricorso - Legittimazione attiva - A.T.I. - quando sussiste
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. VIII, 16 giugno 2010 / 7 luglio 2010, n. 16609 (Pres. Pagano, Est. Di Vita)

I ricorrenti non rivestono pertanto il ruolo di partecipanti alla procedura di gara che costituisce invero il titolo che radica nell'impresa concorrente la legittimazione ad impugnare l'aggiudicazione e le fasi procedimentali ad essa preordinate.

Né i ricorrenti rivestono la qualità di mandanti del raggruppamento secondo graduato alle quali (oltre che al raggruppamento in persona dell'impresa capogruppo), secondo l’orientamento espresso dal Consiglio di Stato, deve essere riconosciuta la legittimazione ad impugnare gli atti di una gara d'appalto, atteso il concorrente autonomo e distinto interesse di ciascuna di esse alla legittima esplicazione della procedura concorsuale e la circostanza che il mandato conferito all'impresa capogruppo non preclude alla singola impresa mandante di proporre autonoma impugnazione sulla base della propria autonoma e sempre persistente legittimazione ad agire (Consiglio Stato, Sez. V, 9 giugno 2003, n. 3241).

Pertanto il ricorso si appalesa inammissibile per carenza di interesse

 

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iusna.net - a breve con una nuova veste
Scritto da La redazione iusna.net   

iusna.net: il cantiere.

A breve una nuova veste grafica e nuovi contenuti.
iusna.net e giurisprudenza-amministrativa.it insieme per l'informazione giuridica.

A presto.

Avv. Raffaele Granata

 
 
P.R.G. - modifiche d'ufficio del Piano senza restituzione al Comune - condizioni
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. II, 29 gennaio 2009 / 25 febbraio 2009, n. 1058 (Pres. D'Alessandro, est. Russo)

La legge regionale della Campania 20 marzo 1982, n. 14, recante gli indirizzi programmatici e le direttive fondamentali relative all’esercizio delle funzioni delegate in materia di urbanistica, al titolo secondo, prevede tre ipotesi di possibili conclusioni nell’iter di approvazione degli strumenti urbanistici: la prima, di “approvazione” dello strumento; la seconda di “approvazione con modifiche apportate d’ufficio”, la terza di “restituzione” ai comuni per la rielaborazione. L’ipotesi di approvazione con modifiche di ufficio – che qui ricorre – è specificamente disciplinata dai primi tre capoversi dell’art. 4 del titolo secondo, che ne prescrivono l’iter procedimentale ed individuano le tipologie di modifiche che possono essere apportate d’ufficio, ossia senza “restituire” lo strumento urbanistico adottato al Comune, che potrà solo controdedurre nei termini assegnati. Le tipologie di modifiche d’ufficio, possibili ove “non mutino le caratteristiche essenziali, quantitative e strutturali del piano ed i suoi criteri di impostazione”, hanno in comune la caratteristica di adeguare le previsioni di piano a norme di legge (osservanza degli standard urbanistici e delle prescrizioni della legge regionale) o ad interessi di natura sovraordinata (di coordinamento e di tutela del paesaggio e dei complessi storici, etc.).

Si veda anche, in questa rivista, il commento alla sentenza: Le modifiche d’ufficio al p.r.g.: un rimedio al sovradimensionamento del fabbisogno abitativo (a cura della dott.ssa Paola Moscatelli De Cesare) 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 29 aprile 2010 )
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