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Annullamento nulla-osta paesaggistico - comunicazione ex art. 10bis L. 241/90 - necessita
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. II, 16 febbraio 2006 / 12 aprile 2006, n. 3544 (Pres. onorato, est. Pannone) 

E' illegittimo il decreto della Soprintendenza di annullamento del nulla-osta paesaggistico non comunicato all'interessato, essendo tale omissione violativa del disposto di cui all'art. 10bis L. n. 241/90 che impone all'amministrazione la comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza.

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Risoluzione rapporto contrattuale - giurisdizione G.O. - sussiste
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. I, 15 febbraio 2006 / 12 aprile 2006, n. 3541 (Pres. Nappi, est. Buonauro) 

Allorché si discuta, come nel caso di specie, della risoluzione del rapporto stesso dichiarata dalla stazione appaltante, siffatta controversia – essendo estranea alla tematica dell’aggiudicazione ovvero del procedimento attraverso cui la p.a sceglie il proprio contraente, in quanto relativa alla fase esecutiva del contratto ed avente ad oggetto posizioni di diritto soggettivo inerenti al rapporto sorto a seguito della stipula del contratto – appartiene alla cognizione del giudice ordinario riguardano l’esecuzione del rapporto (Cons. Stato, Sez. V, 17.5.2005, n. 2461; Cass. Civ, Sez. un. 6.5.2005, n. 9391)

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Incompetenza - annullamento dell'atto - presupposti
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, sez. I, 15 febbraio 2006 / 12 aprile 2006, n. 3538 (Pres. Nappi, est. Buonauro) 

Quando viene accertata l'incompetenza relativa dell'organo adottante (da non confondere con l'incompetenza assoluta, disciplinata dall'art. 21 septies, comma 1, della legge n. 241/1990), il provvedimento deve essere necessariamente annullato, non potendo trovare applicazione la disposizione che ne preclude l'annullamento laddove sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato. Né sembra possibile includere le norme sulla competenza tra le norme sul procedimento amministrativo o tra le norme sulla forma degli atti. Infatti, dal primo comma dell'art. 21 octies si desume che il legislatore ha inteso confermare la tripartizione dei vizi di legittimità dell'atto amministrativo, in base alla quale la violazione delle norme sulla competenza configura il vizio di incompetenza, mentre la violazione di norme sul procedimento o sulla forma rientra nell'ambito più generale della violazione di legge.

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Revoca - inibizione attività già assentita - sussiste
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. I, 15 febbraio 2006 / 12 aprile 2006, n. 3538 (Pres. Nappi, est. Buonauro)

L’impugnato atto, nell’inibire l’attivazione dei corsi formativi già autorizzati, si risolve in un provvedimento di secondo grado incidente sul precedente atto assentivo, di tal che, in ragione dell’effetto di revoca che ad esso consegue, deve ritenersi di competenza del medesimo organo attributario della potestà provvedimentale in materia, come peraltro puntualmente confermato sia dalla normativa generale in tema di revoca provvedimentale (art. 21 quinquies, I comma, ult. parte, L. 241/1990, nel testo introdotto dalla L. 15/2005, laddove, a fronte del carattere fisionomico ed ordinario dell’autorevoca, rinvia a specifiche norme per l’attribuzione del relativo potere ad organo distinti), sia dalla disciplina specifica sul punto (art. 5, ult. comma, L.R. n. 19/1987, a mente del quale la revoca delle delibere giuntali in materia è riservata alla stessa G.R.).

* La pronuncia si segnala anche per la seguente massima:

 

Quando viene accertata l'incompetenza relativa dell'organo adottante (da non confondere con l'incompetenza assoluta, disciplinata dall'art. 21 septies, comma 1, della legge n. 241/1990), il provvedimento deve essere necessariamente annullato, non potendo trovare applicazione la disposizione che ne preclude l'annullamento laddove sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato. Né sembra possibile includere le norme sulla competenza tra le norme sul procedimento amministrativo o tra le norme sulla forma degli atti. Infatti, dal primo comma dell'art. 21 octies si desume che il legislatore ha inteso confermare la tripartizione dei vizi di legittimità dell'atto amministrativo, in base alla quale la violazione delle norme sulla competenza configura il vizio di incompetenza, mentre la violazione di norme sul procedimento o sulla forma rientra nell'ambito più generale della violazione di legge.

 

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Pubblico impiego - equo indennizzo e rendita vitalizia - divieto di cumulo
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR napoli, Sez. VI, 20 febbraio 2006 / 11 aprile 2006, n. 3535 (Pres. Pagano, est. Buonauro) 

Va escluso il cumulo fra rendita per infortunio sul lavoro e malattia professionale ed equo indennizzo, per cui l'art. 11 D.P.R. 1 giugno 1979, n. 191 può essere inteso nel senso che, ferma restando l'assicurazione obbligatoria per infortuni sul lavoro e malattie professionali per i dipendenti degli enti locali assicurati presso l’INAIL a norma di legge, agli altri dipendenti non assicurati presso lo stesso Istituto, perchè non addetti a lavori soggetti all'assicurazione obbligatoria, è esteso l’equo indennizzo previsto dalle norme sui dipendenti statali (Cons. Stato, V, 1.4.2004, n.1741; 09.10.2003, n.6038; 3.7.2003, n.3969; 17.3.2003, n.1374; 3.6.2002, n.3051; 2.4.2002, n.1807; 09.02.2001, n.581; VI, 17.07.2000, n.3966; V, 01.04.1999, n.354; V, 22.06.1998, n.912).

Diversamente argomentando, si giungerebbe all’irrazionale conclusione di prevedere la copertura di uno stesso evento con la duplice tutela della rendita vitalizia e dell'equo indennizzo (T.A.R. Umbria, 22.11.2002, n.843; Cons. Stato, V, 31.01.2001, n.350), laddove, in linea con il sistema normativo e con i principi generali relativi alla materia degli indennizzi sul lavoro, sulle malattie professionali e per menomazioni conseguenti da infermità causate dallo svolgimento del servizio, è applicabile solo l’equo indennizzo come previsto dalle disposizioni sui dipendenti statali.

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