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Sulla compatibilità di attività commerciale in area industriale
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. VIII, 19 maggio 2010 / 7 settembre 2010, n. 17327 (Pres. Amodio, est. Di Popolo)

Al riguardo, occorre rimarcare che all’attività di confezionamento e deposito di prodotti alimentari si presenta oggettivamente accessoria e strumentale quella di vendita all’ingrosso: la prima è, infatti, all’evidenza, preordinata e connessa alla distribuzione della merce stoccata, che ha luogo, segnatamente, attraverso la vendita all’ingrosso. Cosicché rispetto alla destinazione d’uso industriale, precipuamente riservata all’opificio, può considerarsi in concreto (cfr. TAR Puglia, Bari, sez. II, 18 gennaio 2002, n. 335) compatibile ed attratto l’esercizio commerciale svolto presso il medesimo.

TAR Puglia, Bari, Sez. II, 18 gennaio 2002, n. 335: "il contrasto con le prescrizioni urbanistiche non è elemento che possa da solo impedire il conseguimento della chiesta autorizzazione, perché l’interesse pubblico in materia di commercio è di diversa natura ed implica criteri valutativi differenti (cfr. C.d.S. Sez. V 21.4.97 n. 380). Le valutazioni di incompatibilità di insediamenti commerciali in zona industriale non vanno effettuate in astratto ma previo accertamento ed esplicitazione di un effettivo motivo di incompatibilità tra nuovo esercizio commerciale e zona industriale".

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 08 settembre 2010 )
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Atto programmatorio - obbligo di motivazione - Nella specie: dimensionamento scolastico
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. IV, 14 luglio 2010 / 7 settembre 2010, n. 17324 (Pres. Nappi, est. D'Alessandri)

L’atto impugnato difatti per quanto assuma carattere di atto programmatorio, va concretamente a determinare il dimensionamento scolastico regionale, con l’indicazione degli istituti scolastici da accorpare, assume un contenuto precettivo ed autoritativo specifico e diretto e non può essere qualificato atto generale al fine di esimerlo dall’obbligo motivazionale, né a fronte di proposte concrete e specifiche può limitarsi all’enunciazione dei criteri generali di intervento senza neanche specificare l’esito applicativo di tali criteri rispetto a tali proposte.
La motivazione, seppure non deve essere analitica, trattandosi come indicato di scelte latu sensu programmatorie, deve indicare i motivi per cui è stata preferita una data soluzione, soprattutto quando le possibili alternative siano specifiche e provengono, come nel caso di specie, da enti locali di entità territoriale minore, quali il Comune e la Provincia.
La scelta di dimensionamento scolastico si pone difatti quale processo decisionale nel quale convergono gli interessi dei vari enti locali interessati, secondo un principio di collaborazione fra enti.Nel caso di specie quindi la Regione avrebbe dovuto dar conto della proposta formulata dal Comune e dalla provincia e riportare le motivazioni per cui aveva inteso disattenderla.In realtà tale proposta non risulta essere stata neanche presa in considerazione nell’atto gravato, né risulta allo stato degli atti essersi tenuto alcun strumento procedimentale di confronto tra gli enti nell’ambito del quale tale proposta sia stata vagliata e motivatamente disattesa.

Ultimo aggiornamento ( martedì 07 settembre 2010 )
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Accesso alle dichiarazioni dei dipendenti rese in ambito ispettivo - diniego - illegittimità
Scritto da La redazione iusna.net   
TAR Napoli, Sez. VI, 14 luglio 2010 / 3 settembre 2010, n. 17287 (Pres. Conti. est. Scafuri)
 
E' indubbio che la ricorrente, avendo intenzione di impugnare le risultanze della citata visita ispettiva, ha un interesse giuridicamente rilevante a conoscerne compiutamente i relativi atti istruttori, in particolare le dichiarazioni rese dal personale dipendente e che quindi sussistono le condizioni richieste dalla legge per l'esercizio del diritto di accesso.
Ultimo aggiornamento ( domenica 05 settembre 2010 )
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Accesso agli atti e procedure concorsuali - in particolare: appalti pubblici
Scritto da La redazione iusna.net   
TAR Napoli, Sez. VIII, 9 giugno 2010 / 3 settembre 2010, n. 17286 (Pres. Conti. est. Scafuri)
 
In materia di procedure concorsuali, qualunque sia il procedimento selettivo usato, il candidato è portatore di un interesse qualificato alla conoscenza degli atti e documenti della commissione giudicatrice e comunque di tutti quelli della procedura - compresi quelli dei concorrenti che lo precedono nella graduatoria finale – atteso che tali atti per pacifica giurisprudenza esulano dal diritto alla riservatezza;

- quanto poi in particolare ai pubblici appalti va osservato che l’applicazione generalizzata dell’esclusione dall’accesso prevista dall’art. 13 co. 5 del codice di cui al D.Lgvo n. 186/2003 a tutela del segreto d’impresa, nel senso di riferirla (non solo ai terzi non concorrenti ma) anche alle altre imprese partecipanti alla procedura di affidamento, comporterebbe un’intollerabile compromissione della necessaria trasparenza delle gare di appalto e delle possibilità di tutela giurisdizionale di chi intenda contestare l’esito della gara;
- d’altra parte il medesimo art. 13 al co. 6 stabilisce che, anche in relazione all’ipotesi di ricorrenza di segreti industriali o commerciali, «è comunque consentito l’accesso al concorrente che lo chieda in vista della difesa in giudizio dei propri interessi in relazione alla procedura di affidamento del contratto nell’ambito della quale viene formulata la richiesta di accesso»;
- va ancora rilevato che con la partecipazione alla gara di appalto il concorrente accetta implicitamente le regole di trasparenza ed imparzialità che caratterizzano la selezione, per cui non potrebbe dedurre la tutela alla riservatezza a discapito della trasparenza della gara di appalto, fermo restando l'obbligo, per la parte richiedente l'accesso documentale, di impegnarsi a non divulgare in alcun modo la documentazione acquisita e di utilizzare i documenti acquisiti esclusivamente per la cura e la difesa dei suoi interessi giuridici;
- in altri termini l’esigenza di riservatezza è, quindi, recessiva di fronte all’accesso laddove il diritto sia esercitato per la difesa di un interesse giuridico, nei limiti in cui esso è necessario alla difesa di quell’interesse; al più, l’Amministrazione potrà intervenire con opportuni accorgimenti (cancellature o omissis) in relazione alle eventuali parti dell'offerta idonee a rivelare i segreti industriali a condizione che queste ultime «non siano state in alcun modo prese in considerazione in sede di gara» (Consiglio Stato, sez. VI, 07 giugno 2006, n. 3418 e Consiglio Stato, sez. VI, 20 aprile 2006, n. 2223).

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Disapplicazione da parte del G.A. di norma regolamentare comunale
Scritto da La redazione iusna.net   
TAR Napoli, Sez. VIII, 3 giugno 2010 / 3 settembre 2010, n. 17301 (Pres. Amodio, est. Di Popolo)
 
In conformità ad un consolidato orientamento giurisprudenziale (cfr. Cons. Stato, sez. IV, 26 gennaio 1992, n. 154; sez. VI, 29 aprile 2005, n. 2034; 2 marzo 2009, n. 1169; TAR Campania, Napoli, sez. VIII, 19 febbraio 2010, n. 1033), nonché in omaggio al principio di gerarchia delle fonti, va disapplicata dall’adito giudice amministrativo la disposizione di cui all’art. 17 del regolamento edilizio del Comune di Casagiove, in quanto contrastante con la previsione di rango legislativo di cui all’art. 15, comma 2, del d.p.r. n. 380/2001.
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