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Immobile abusivo - genericità della contestazione della P.A. - illegittimità
Scritto da La redazione iusna.net   
TAR Napoli, Sez. VI, 10 novembre 2010 / 15 novembre 2010, n. 24408 (Pres. Conti, est. Cicchese)
 
In presenza di una pluralità di illeciti urbanistici riconducibili ad autonome fattispecie e a differenti trattamenti sanzionatori, è onere dell’amministrazione ricondurre, sulla base della corretta descrizione e qualificazione delle opere, i vari abusi ai differenti regimi individuati dal testo unico sull’edilizia (cfr. , in tal senso, T.A.R. Campania Napoli, sez. II, 23 settembre 2008 , n. 10617).
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Requisito della regolarità contributiva - gravità dell'addebito - indifferenza
Scritto da La redazione iusna.net   
TAR Napoli, Sez. I, 17 novembre 2010 /18 novembre 2010, n. 25326 (Pres. Guida, est. Buonauro)
 
La violazione degli obblighi di regolarità contributiva prescinde dalla gravità oggettiva dell’addebito, ma è conseguenza inesorabile di qualsiasi, anche modesto, inadempimento definitivamente accertato
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Art. 34, comma 3, c.p.a. - applicabilità al giudizio sul silenzio - sussiste
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. VI, 13 ottobre 2010 / 25 ottobre 2010, n. 21371(Pres. Conti, est. Monaciliuni)

Ritenuto che, alla luce di tutto quanto fin qui esposto e della univoca conclusione delle parti, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile, facendosi applicazione dell’art. 35, comma 1, lettera c), del cod. proc. amm. ai cui sensi a detta pronuncia in rito deve farsi ricorso ove, come qui avvenuto, “nel corso del giudizio sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione”; Ritenuto ancora di dover precisare come la conclusione del procuratore attoreo escluda la persistenza dell’interesse a far accertare e, nel caso, dichiarare l’illegittimità del comportamento dell’amministrazione, che solo tardivamente ha provveduto, ad eventuali “fini risarcitori”, di cui all’art. 34, comma 3, cod. proc. amm., pacificamente applicabile anche in presenza del rito speciale cui soggiace la causa qui data.

 Breve nota di commento:
L'art, 34, comma 3, c.p.a. prevede che "quando, nel corso del giudizio, l'annullamento del provvedimento non risulta più utile per il ricorrente, il giudice accerta l'illegittimità dell'atto se sussiste l'interesse ai fini risarcitori".
La norma, come si evince dal dato letterale, è chiaramente modellata sull'azione di annullamento e consente al Giudice, in caso di sopravvenuta carenza di interesse, che dovrebbe portare ad una pronuncia di improcedibilità, di accertare comunque la illegittimità del provvedimento impugnato ai fini della tutela risarcitoria.
La pronuncia succitata estende la portata della norma oltre i confini dell'azione di annullamento, ritenendola applicabile anche allo speciale rito del silenzio.

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Anomalia dell'offerta - verifica - istituzione di commissione ad hoc - legittimità
Scritto da La redazione iusna.net   
TAR Napoli, Sez. I, 20 ottobre 2010, n. 20634 (Pres. Guida, est. Dell'Olio)
 
Il responsabile del servizio, essendo l’organo dirigenziale preposto all’approvazione delle operazioni di gara ed alla verifica finale della loro regolarità in seguito all’aggiudicazione provvisoria intervenuta in favore della ricorrente, ben poteva attivare il procedimento di valutazione dell’anomalia dell’offerta demandandolo alla commissione di gara già esistente oppure ad una commissione di esperti appositamente istituita, come consente espressamente il disposto dell’art. 88, comma 1 bis, del d.lgs. n. 163/2006, il quale fa riferimento alle prerogative della “stazione appaltante”, con ciò lasciando intendere che la decisione di ricorrere o meno all’ausilio di una commissione speciale rientra tra le attribuzioni della tecnostruttura amministrativa intesa nel suo insieme. Le ragioni della nomina di un’apposita commissione per la verifica dell’anomalia dell’offerta possono risiedere in mere ragioni di opportunità, che non richiedono diffuse esternazioni verbali, come suggerisce la citata disposizione mediante l’inciso “ove lo ritenga opportuno”, con ciò rimettendo alla lata discrezionalità dell’amministrazione la possibilità di esperire tale strumento, a prescindere dalla presenza o meno di qualificati esperti anche nella commissione ordinaria di gara
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Ottemperanza al giudicato - condanna al pagamento di somme - carenza di fondi - irrilevanza
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. VIII, 8 settembre 2010 / 12 ottobre 2010, n. 18934 (Pres ff Pagano, est. Di Popolo)

Onde sottrarsi alla necessità del puntuale adempimento dell’obbligazione pecuniaria nascente a suo carico dal giudicato di condanna, essa non può, pertanto, invocare asserite carenze di fondi di bilancio o difficoltà finanziarie (Cons. Stato, sez. IV, 7 maggio 2002, n. 2439; TAR Calabria, Catanzaro, 23 giugno 2009, n. 664), le quali non costituiscono, di per sé, legittima causa di impedimento all’ottemperanza, ma è tenuta, viceversa, ad assumere tutte le iniziative dirette ad effettuare il pagamento dovuto (cfr. TAR Lazio, Roma, sez. II quater, 6 novembre 2007, n. 10950), anche procedendo al contenimento delle spese obbligatorie (Cons. Stato, sez. V, 14 gennaio 2009, n. 103; TAR Sicilia, Palermo, sez. I, 26 gennaio 2009, n. 103; TAR Lazio, Roma, sez. II, 3 novembre 2009, n. 10759; TAR Calabria, Catanzaro, sez. II, 9 febbraio 2010, n. 100 e n. 101), pena, altrimenti, la sostanziale vanificazione della tutela giurisdizionale apprestata in via risarcitoria.
Ed è appena il caso di soggiungere che, nel giudizio di esecuzione delle statuizioni contenute in una sentenza di condanna al pagamento di una somma di denaro, l’adito giudice dell’ottemperanza, una volta accertato l’oggettivo inadempimento, è investito solo della funzione di garantire l'espletamento degli adempimenti materiali per soddisfare tale precetto, senza alcun onere di doversi dar carico delle ragioni della situazione debitoria e dell'imputabilità dell'inerzia riscontrata (Cons. Stato, sez. VI, 29 gennaio 2002, n. 480; TAR Calabria, Catanzaro, 23 giugno 2009, n. 664).

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