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P.I. - giudizio instaurato dopo il 15 settembre 2000 - decadenza dall'azione
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. V, 11 ottobre 2007 / 17 ottobre 2007, n.9597 (Pres. est. Onorato)

Com'è stato anche  recentemente evidenziato dal Consiglio di Stato (IV Sez. 17 luglio 2007 n. 4002 e 31 maggio 2007 n. 2796) e da molti Tribunali amministrativi regionali (per esempio, T.A.R. Lazio Roma, sez. III 27 febbraio 2007  n. 1699 e  25 luglio 2006 , n. 6322; T.A.R. Campania Napoli, sez. IV, 26 febbraio 2007 , n. 1226; T.A.R. Basilicata 3 maggio 2006  n. 245),  nel processo amministrativo il rapporto processuale può considerarsi instaurato solo all'esito dell'adempimento dell'onere del deposito, non essendo sufficiente  a tali fini il completamento  della sola procedura di notifica.
Peraltro la norma sopra citata  va intesa nel senso che tale termine del 15 settembre 2000 rileva quale limite, non alla persistenza della giurisdizione amministrativa, ma alla stessa proponibilità della domanda giudiziale, che, ove introdotta dopo tale data, incorre nella decadenza sostanziale fissata dall'art. 69 cit., con conseguente inammissibilità della stessa (cfr., ex multis, Cass. Civ., SS. UU., n. 9101 del 2005 e n. 15340 del 2006; Cons. St. IV n. 1804 del 2003).
D’altra parte, la legittimità costituzionale della norma, nella parte in cui fissa la data indicata a pena di decadenza e non per radicare la giurisdizione ordinaria sulle controversie introdotte successivamente, è stata già riconosciuta dalla Corte costituzionale con le decisioni  nn. 213 e n. 382 del 2005 e n. 197 del 2006 (Cfr.. anche sul punto, da ultimo, Cons. St., Ad. plen., 21 febbraio 2007, n. 4).

 
Misure di prevenzione - avviso orale - presupposti
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. V, 11 ottobre 2007 / 17 ottobre 2007, n. 9587 (Pres. est. Onorato) 

L'avviso orale a tenere una condotta conforme alla legge - che rappresenta, invero, la misura più tenue tra quelle previste dalla legge n. 1423/1956 e costituisce la condicio sine qua non per l'eventuale applicazione delle misure di cui alla stessa legge - ben può essere motivato con riferimento anche a semplici sospetti a carico del destinatario, purché basati su elementi di fatto che ne facciano ragionevolmente ritenere l'appartenenza ad una delle menzionate categorie ex art. 1 L. 1423/1956.
Infatti, presupposto per l'emanazione dell'avviso in questione non è l'esistenza, secondo quanto sopra precisato, di "specifiche prove" sulla commissione di reati, essendo sufficienti, appunto, anche meri sospetti sugli elementi di fatto che, secondo la regola della logica e della ragionevolezza, inducano la competente Amministrazione a ritenere la sussistenza di quelle condizioni di pericolosità sociale che possano dar luogo all'applicazione di misure di prevenzione.
In altri termini, circa l'applicabilità da parte del Questore dell'avviso orale previsto dall'art. 4 L. 1423/1956, il giudizio sulla pericolosità sociale del soggetto avvisato non richiede la commissione di specifici reati, essendo sufficiente che l'Autorità di polizia sospetti semplicemente della presenza di elementi tali da ritenere la configurabilità, nel soggetto destinatario dell'avviso, di una personalità propensa a seguire particolari comportamenti antigiuridici.

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P.I. - progressioni orizzontali e verticali - giurisdizione
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. V, 12 luglio 2007 / 17 ottobre 2007, n. 9576 (Pres. Onorato, est. Pannone) 

Ferma restando la devoluzione al giudice amministrativo delle controversie relative ai concorsi “esterni” o ai quali possono comunque partecipare anche gli “esterni”, la giurisdizione inerente ai “concorsi interni” si ripartisce tra plesso giurisdizionale amministrativo e plesso giurisdizionale ordinario a seconda che la procedura selettiva sia preordinata al passaggio da un’area funzionale all’altra (c.d. progressione verticale) ovvero comporti il passaggio ad altra qualifica nell’ambito della stessa area (c.d. progressione orizzontale) senza alcuna distinzione tra mera progressione economica e pro-gressione giuridica ma con esclusivo riferimento alle nozioni di aree funzionali (o categorie) individuate dalla contrattazione collettiva.
Sotto altro angolo visuale, oltre che nelle ipotesi di concorsi ai quali possono partecipare anche coloro che non sono ancora dipendenti dell’amministrazione, la giurisdizione amministrativa può ritenersi radicata per i concorsi interni che, comportando il passaggio ad altra area e, quindi, la novazione oggettiva del rapporto, dovrebbero in teoria prevedere la possibile partecipazione di esterni, mentre residua la giurisdizione ordinaria quando il concorso, comportando il passaggio ad altra qualifica della medesima area, dovrebbe in teoria essere riservato a coloro che sono già dipendenti dell’amministrazione.
Tali ultime procedure, infatti, ancorché denominate concorso, non sono i concorsi per l’accesso al pubblico impiego di cui tratta l’a. 97 Cost. le cui controversie sono affidate al giudice amministrativo, bensì procedure di promozione, attinenti quindi allo svolgimento del rapporto d’impiego, sulle quali sussiste la giurisdizione del giudice ordinario (C.S. 2005 n. 3778).

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Espropriazione per p.u. - illegittimità per irragionevole ed illogica localizzazione dell'opera
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. V, 05 luglio 2007 / 17 ottobre 2007, n. 9565 (Pres. Onorato, est. Francavilla) 

La procedura espropriativa è illegittima in quanto la localizzazione dell’opera pubblica è frutto di una scelta dell’amministrazione del tutto incongrua ed irrazionale essendo, nel contempo, inidonea al perseguimento dell’interesse pubblico e gravemente pregiudizievole dell’interesse dei privati.

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Sopravvenuta inefficacia della dichiarazione di p.u. - controversie - giurisdizione del G.A.
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. V, 11 ottobre 2007 / 17 ottobre 2007, n. 9561 (Pres. Onorato, est. Francavilla) 

L’inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità comporta, come già precisato, che l’attività esecutiva della pubblica amministrazione di apprensione del bene e di irreversibile trasformazione dello stesso sia qualificabile come comportamento materiale riconducibile nell’ambito dell’occupazione “usurpativa” (Cass. n. 1814/00) la quale si distingue dall’occupazione appropriativa che presuppone l’esistenza di una valida dichiarazione di pubblica utilità.
La sopravvenuta inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità non vale, però, a ricondurre la fattispecie nell’alveo della giurisdizione del giudice ordinario in quanto la condotta dell’amministrazione è, comunque, connessa all’esercizio di un potere amministrativo inizialmente autoritativo ed efficace e, quindi, non ha una valenza meramente materiale essendosi esplicata secondo moduli e procedimenti di natura pubblicistica come tali riconducibili all’attività istituzionale dell’amministrazione: ne consegue che la tutela del diritto di proprietà in presenza di un comportamento dell’amministrazione connesso con l’esercizio della funzione pubblica spetta alla giurisdizione del giudice amministrativo (Cons. Stato A.P. n. 9/07, n. 2/06, n. 9/05 e 2/05; Cons. Stato sez. IV n. 3752/07).

La sentenza si segnala anche per la seguente massima:
Deve, parimenti, essere rigettata l'eccezione di prescrizione, sollevata dal Comune di S. Giorgio del Sannio, perchè nel caso di occupazione usurpativa l'illecito è permanente, in quanto derivante da illegittimità originaria della fattispecie, e solo con la richiesta dell’integrale risarcimento del danno da parte del proprietario, qualificabile come abdicazione del diritto alla tutela reintegratoria (nella fattispecie identificabile con il deposito del ricorso introduttivo), cessa il dovere dell'amministrazione di porre fine alla cennata situazione permanente di antigiuridicità ed inizia a decorrere il termine prescrizionale dell'azione risarcitoria  (in questo senso TAR Campania – Napoli n. 1582/04; TAR Campania – Napoli n. 7619/03; Cass. n. 15710/01).

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