iusna.net su twitter
Segui iusna.net su Follow iusna on Twitter
 
 
Home
Sentenze TAR Campania
Recensioni
La rivista
Contattaci
Dicono di noi
Collaborazioni
Newsletter
Logo & banner
 
Libri & Diritto
 
 
Diritto pubblico on line
La giustizia amministrativa
Lexitalia
Giustamm
 
Notizie: 816
Collegamenti web: 10
Visitatori: 5160197
 
 


Termine decadenziale di impugnazione del provvedimento del commissario ad acta PDF Stampa E-mail
Scritto da La redazione iusna.net   
TAR Napoli, Sez. V, 28 aprile 2011 / 29 giugno 2011, n. 3475 (Pres. ff. Cernese, est. Zeuli)
 
E’ condivisibile, sul punto, quanto argomentato dalla difesa dei controinteressati in ordine alla portata generale del disposto dell’articolo 29 del c.p.a., riferibile a tutte le tipologie di azioni di annullamento, indipendentemente dalla sede nella quale le stesse siano proposte.

A voler diversamente argomentare, invero, si introdurrebbe un’inammissibile disparità di trattamento tra le impugnazioni proposte nei confronti di provvedimenti amministrativi resi dall’amministrazione nell’ordinario processo fisiologico, e quelle presentate avverso i provvedimenti commissariali, resi a seguito di nomina avvenuti in sede di giudizio di ottemperanza. Disparità tanto più inammissibile, laddove si tenga conto che questi ultimi, per loro natura, sono destinati a rimanere stabili nel tempo, proprio in quanto portatori di un “decisum” con valenza di giudicato. Quanto alla previsione di cui al comma 1 dell’art.114 del c.p.a. si deve osservare che essa disciplina il diverso termine di prescrizione della “cd. “actio iudicati” e non può influenzare quanto appena dedotto in ordine alla generalità del modello impugnatorio e decadenziale desumibile dal suddetto articolo 29 del nuovo codice.

Note:

Art. 114. Procedimento

1. L'azione si propone, anche senza previa diffida, con ricorso notificato alla pubblica amministrazione e a tutte le altre parti del giudizio definito dalla sentenza o dal lodo della cui ottemperanza si tratta; l'azione si prescrive con il decorso di dieci anni dal passaggio in giudicato della sentenza.

2. Al ricorso è allegata in copia autentica la sentenza di cui si chiede l'ottemperanza, con l'eventuale prova del suo passaggio in giudicato.

3. Il giudice decide con sentenza in forma semplificata.

4. Il giudice, in caso di accoglimento del ricorso:

a) ordina l'ottemperanza, prescrivendo le relative modalità, anche mediante la determinazione del contenuto del provvedimento amministrativo o l'emanazione dello stesso in luogo dell'amministrazione;

b) dichiara nulli gli eventuali atti in violazione o elusione del giudicato;

c) nel caso di ottemperanza di sentenze non passate in giudicato o di altri provvedimenti, determina le modalità esecutive, considerando inefficaci gli atti emessi in violazione o elusione e provvede di conseguenza, tenendo conto degli effetti che ne derivano;

d) nomina, ove occorra, un commissario ad acta;

e) salvo che ciò sia manifestamente iniquo, e se non sussistono altre ragioni ostative, fissa, su richiesta di parte, la somma di denaro dovuta dal resistente per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del giudicato; tale statuizione costituisce titolo esecutivo.

5. Se è chiesta l'esecuzione di un'ordinanza il giudice provvede con ordinanza.

6. Il giudice conosce di tutte le questioni relative all'esatta ottemperanza, ivi comprese quelle inerenti agli atti del commissario.

7. Nel caso di ricorso ai sensi del comma 5 dell'articolo 112, il giudice fornisce chiarimenti in ordine alle modalità di ottemperanza, anche su richiesta del commissario.

8. Le disposizioni di cui al presente Titolo si applicano anche alle impugnazioni avverso i provvedimenti giurisdizionali adottati dal giudice dell'ottemperanza.

9. I termini per la proposizione delle impugnazioni sono quelli previsti nel Libro III.

 

N. 03475/2011 REG.PROV.COLL.

N. 01201/2011 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania

(Sezione Quinta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1201 del 2011, proposto da:
Comune di Giugliano in Campania in Persona del Sindaco P.T., rappresentato e difeso dall'avv. Giuseppe Russo, con domicilio eletto presso Giuseppe Russo in Napoli, via Cesario Console, 3;

contro

Comm. Ad Acta Dr. Claudio Salvia;

nei confronti di

Raffaele Quaranta, rappresentato e difeso dall'avv. Gian Luca Lemmo, con domicilio eletto presso Gian Luca Lemmo in Napoli, via del Parco Margherita N.31; Filomena Quaranta, rappresentato e difeso dall'avv. Gianluca Lemmo, con domicilio eletto presso Gian Luca Lemmo in Napoli, via del Parco Margherita N.31; Antonio Lombardo;

per l'annullamento

MANCATA ESECUZIONE DELLE SENTENZE NN. 7740/2006 E 4076/2009 EMESSE DAL T.A.R. CAMPANIA SEZ. 5^.


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Raffaele Quaranta e di Filomena Quaranta;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 28 aprile 2011 il dott. Sergio Zeuli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO

Con ricorso notificato in data 18 febbraio 2011 e depositato il 2 marzo successivo il comune di Giugliano in Campania, in persona del Sindaco p.t. , adiva questo Tribunale, ai sensi dell’art.114 comma 6 del codice del processo amministrativo per l’annullamento della delibera del Commissario ad acta.

A tal proposito esponeva che i signori Raffaele e Filomena Quaranta avevano impugnato il silenzio rifiuto serbato dal Comune sulla domanda da loro presentata ai sensi della Legge n.219 del 1981.

Il TAR in accoglimento del ricorso ordinava all’ente di pronunciarsi nominando un Commissario ad acta.

Quest’ultimo adottava il provvedimento in data 16.12.2008 rigettando la domanda sul presupposto che i signori Quaranta non avevano in realtà giammai presentato la domanda.

Avverso detto provvedimento i ricorrenti Quaranta adivano nuovamente il TAR, anche per la corretta esecuzione del giudicato.

Quest’ultimo ricorso veniva accolto, e conseguentemente il Tribunale Amministrativo Regionale dichiarava la nullità del provvedimento del Commissario ad acta, essendo sul punto “presentazione della domanda da parte dei signori Quaranta”, già intervenuto il giudicato discendente dalla sentenza posta in esecuzione.

Veniva quindi nominato un nuovo Commissario ad acta che, sulla base della relazione tecnica del CTU nominato dal TAR, con ordinanza collegiale della V sezione, ha approvato il progetto, determinato il contributo e concesso ai ricorrenti la somma di euro 266.000 ordinandone al Comune il pagamento ad horas.

Tanto premesso, la parte ricorrente deduceva le seguenti illegittimità avverso i provvedimenti impugnati: a) violazione dell’art.3 della L.219/1981 e degli artt.11 e 19 d. lgs. 76/1990; mancata esecuzione delle sentenze del Tar Campania n.7740/2006 e 4076/2009; b) eccesso di potere per carenza di istruttoria e di presupposti; c) violazione degli artt.10 e 11 d. lgs. 76/1990.

Si costituivano i controinteressati chiedendo il rigetto del ricorso.

Depositava propria memoria anche il nominato Commissario ad acta.

All’odierna udienza, dopo le conclusioni dei difensori, come da verbale, la causa veniva spedita in decisione.

DIRITTO

Il ricorso è improcedibile perché intempestivo. Il gravame risulta invero notificato al dott. Salvia solo in data 18 febbraio del 2011, quando al contrario il termine per l’impugnazione, in considerazione della data di emissione dell’atto, scadeva in data 14 febbraio, ossia quattro giorni prima. E’ condivisibile, sul punto ,quanto argomentato dalla difesa dei controinteressati in ordine alla portata generale del disposto dell’articolo 29 del c.p.a. , riferibile a tutte le tipologie di azioni di annullamento, indipendentemente dalla sede nella quale le stesse siano proposte.

A voler diversamente argomentare, invero, si introdurrebbe un’inammissibile disparità di trattamento tra le impugnazioni proposte nei confronti di provvedimenti amministrativi resi dall’amministrazione nell’ordinario processo fisiologico, e quelle presentate avverso i provvedimenti commissariali, resi a seguito di nomina avvenuti in sede di giudizio di ottemperanza. Disparità tanto più inammissibile, laddove si tenga conto che questi ultimi, per loro natura, sono destinati a rimanere stabili nel tempo, proprio in quanto portatori di un “decisum” con valenza di giudicato.

Quanto alla previsione di cui al comma 1 dell’art.114 del c.p.a. si deve osservare che essa disciplina il diverso termine di prescrizione della “cd. “actio iudicati” e non può influenzare quanto appena dedotto in ordine alla generalità del modello impugnatorio e decadenziale desumibile dal suddetto articolo 29 del nuovo codice.

Questi motivi inducono a dichiarare l’improcedibilità del ricorso. Ricorrono giustificati motivi, anche per la novità della questione trattata, per compensare le spese di giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Quinta)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 28 aprile 2011 con l'intervento dei magistrati:

Vincenzo Cernese, Presidente FF

Gabriele Nunziata, Consigliere

Sergio Zeuli, Primo Referendario, Estensore

   
   
L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
   
   
   
   
   

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 29/06/2011

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

 
Pros. >