iusna.net su twitter
Segui iusna.net su Follow iusna on Twitter
 
 
Home
Sentenze TAR Campania
Recensioni
La rivista
Contattaci
Dicono di noi
Collaborazioni
Newsletter
Logo & banner
 
Libri & Diritto
 
 
Diritto pubblico on line
La giustizia amministrativa
Lexitalia
Giustamm
 
Notizie: 816
Collegamenti web: 10
Visitatori: 5160194
 
 


P.I. - Procedura di mobilità - giurisdizione del G.O. PDF Stampa E-mail
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. V, 7 aprile 2011 / 28 aprile 2011, n. 2390 (Pres. ff Cernese)

Come rilevato in giurisprudenza ed, in particolare, recentemente, dal TAR Campania, sede di Napoli, Sezione Terza, con sentenza n. 21821 del 27.10.2010, l’art. 63 del D.L. vo n. 165 del 2001 sancisce che tutte le controversie concernenti lo svolgimento del rapporto di lavoro subordinato alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario, mentre restano assegnate, in via residuale, alla giurisdizione del giudice amministrativo le sole controversie in materia di procedure concorsuali per l’assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni. In proposito, la giurisprudenza amministrativa ha chiarito che “rientra nella giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto l’istituto della mobilità esterna (trasferimento di un pubblico dipendente tra enti del medesimo comparto io tra enti di comparti diversi) che si configura come cessione del contratto di lavoro e si verifica nel corso del rapporto e non appartiene a quelle vicende che l’art. 63, comma 4, del D.L. vo n. 165 del 2001 attribuisce alla giurisdizione amministrativa (T.A.R. Piemonte, Torino, sez. II, 3 aprile 2007, n. 1549). Il procedimento di mobilità volontaria esterna tra P.A., infatti, è un atto di gestione del rapporto e, per tale ragione, il relativo contenzioso rientra attualmente nella giurisdizione del giudice del lavoro (T.A.R. Veneto, Venezia, sez. II, 24 gennaio 2007, n. 192)” (T.A.R. Campania, sez. III, 9 settembre 2008, n. 10060).

N. 02390/2011 REG.PROV.COLL.

N. 05663/2010 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania

(Sezione Quinta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 5663 del 2010, integrato da motivi aggiunti, proposto da:
Cappuccio Alessandro, rappresentato e difeso dall'Avv. Alessandro Lipani, presso il quale elettivamente domicilia in Napoli, alla Via Ponte di Tappia, n. 47;

contro

Comune di Caserta, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avv. Lucio Perone ed elettivamente domiciliato presso lo studio dell’Avv. Ciappa in Napoli, alla Via Santa Lucia nn. 34/36;

nei confronti di

- Regione Puglia, in persona del legale rappresentante p.t., non costituita in giudizio;
- Iovino Marcello, rappresentato e difeso dagli Avv. ti Antonio Romano, Eduardo Romano ed Alessandro Romano, presso i quali elettivamente domicilia in Napoli, alla P. zza Trieste e Trento, n. 48;

- quanto al ricorso introduttivo:

a) per quanto di ragione, della determinazione dirigenziale n. 1473 del 9.6.2010, successivamente pubblicata, con la quale il Comune di Caserta ha approvato la schema di “avviso pubblico di mobilità volontaria” ex art. 30, commi 1 e 2 bis, D.L. vo n. 165/2001, e dell’avviso allegato;

b) sempre per quanto di ragione, della determinazione dirigenziale n. 1499 del 10.6.2010, successivamente pubblicata, con la quale è stata integrata la determinazione dirigenziale sub a);

c) della determinazione dirigenziale n. 1950 del 4.8.2010, con cui è stata nominata la commissione esaminatrice della procedura selettiva;

d) dei verbali della commissione del 6.8.2010 e del relativo giudizio di inidoneità del ricorrente;

e) della determinazione dirigenziale n. 1976 del 10.8.2010 con cui si è dato atto dell’esito negativo della procedura di mobilità;

f) del provvedimento, di estremi e data sconosciuti, con cui è stato approvato il bando di concorso pubblico per la copertura di un posto di dirigente tecnico/amministrativo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 69 del 31.8.2010, e del bando stesso;

g) di tutti gli atti della procedura selettiva conseguente all’adozione dell’atto sub f);

h) di ogni altro atto presupposto, connesso e/o conseguente;

- quanto ai motivi aggiunti notificati il 28.12.2010 e depositati il 4.1.2011:

a) della determinazione del Dirigente dell’Area Generale di Coordinamento Amministrativo e Culturale - Settore Affari Generali, Attività Produttive, Cultura, Ced e Personale del Comune di Caserta n. 3076 del 10.12.2010 con cui è stata approvata la graduatoria di merito del concorso pubblico per titoli ed esami a n. 1 posto di Dirigente Tecnico/Amministrativo, di cui al bando di concorso pubblicato sulla G.U. n. 69 del 31.8.2010, di cui si conoscono gli estremi ma non il contenuto;

b) della determinazione del Dirigente dell’Area Generale di Coordinamento Amministrativo e Culturale - Settore Affari Generali, Attività Produttive, Cultura, Ced e Personale del Comune di Caserta n. 3144 del 20.12.2010, con cui si è rettificato il provvedimento sub a);

c) di ogni altro atto del concorso, ivi compresi la graduatoria di merito e, se intervenuti, gli atti con cui il vincitore è stato assunto in servizio.


Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visti i motivi aggiunti notificati il 28.12.2010 e depositati il 4.1.2011;

Visto il ricorso incidentale notificato il 24.2.2011 e depositato il 9.3.2011 del controinteressato Iovino Marcello;

Viste le difese delle parti costituite ;

Visti gli atti tutti della causa;

Uditi - Relatore alla pubblica udienza del 24 marzo 2011 il dr. Vincenzo Cernese - i difensori delle parti costituite come indicati nel verbale di udienza;

Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue:


FATTO

Espone, in punto di fatto, Cappuccio Alessandro:

- di svolgere da anni attività alle dipendenze di Pubbliche Amministrazioni con qualifiche dirigenziali nel settore delle politiche e dei servizi sociali e di dipendere attualmente dalla Regione Puglia con qualifica di dirigente dell’Ufficio Politiche per le persone, le famiglie e le pari opportunità, a seguito di superamento del relativo concorso e di avere in passato ricoperto analoghi incarichi presso l’Amministrazione Provinciale di Napoli, la Regione Campania e vari Comuni che:

- che, con determinazione dirigenziale n. 1473 del 9.6.2010 (integrata con la determinazione dirigenziale n. 1499 del 10.6.2010), il Comune di Caserta approvava la schema di “avviso pubblico di mobilità volontaria” ex art. 30, commi 1 e 2 bis, D.L. vo n. 165/2001, ai fini della “verifica di disponibilità di personale appartenente alla Pubblica Amministrazione, in servizio a tempo indeterminato, interessato al trasferimento presso questo Ente, ai sensi dell’art. 30 del D.L. vo n. 165/2001, relativamente alla eventuale copertura di un posto di dirigente, qualifica unica dirigenziale, come da C.C.N.L. del personale dirigente del comparto Regioni ed Autonomie Locali, Area Dirigenza II, da assegnare al Settore “Politiche Sociali”;

- di avere manifestato la propria disponibilità a partecipare alla predetta procedura di mobilità nella prospettiva di riavvicinarsi al proprio nucleo familiare presentando apposita domanda e, preso atto che l’unica domanda di partecipazione risultava quella inoltrata dal Cappuccio ed accertato il possesso dei requisiti previsti dall’avviso, di essere stato ammesso alla procedura de qua con determina del Dirigente Coordinatore n. 1832 del 19.7.2010;

- che all’esito del colloquio svoltosi in data 6.8.2010 (nel corso del quale gli erano sottoposte domande riguardanti solo alcune delle materie indicate nell’avviso di mobilità e solo in minima parte concernenti il riscontro della professionalità relativa al posto da ricoprire), la Commissione di valutazione, illegittimamente composta dal Segretario Generale del Comune e da altri due Segretari comunali, anzicché da dirigenti esperti nelle materie oggetto del concorso (politiche e servizi sociali), gli attribuiva il punteggio di 20/30, a fronte di quello minimo di 24/30, utile per il superamento della prova;

Tanto premesso e preso atti che, all’esito negativo della procedura di mobilità in parola, con determina dirigenziale n. 1976 del 10.8.2010, il Comune di Caserta bandiva un concorso esterno pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31.8.2010 per la copertura del posto oggetto dell’Avviso Pubblico per cui è causa, Cappuccio Alessandro, con ricorso notificato il 28.12.2010 e depositato il 4.1.2011, impugnava innanzi a questo Tribunale, gli atti in epigrafe deducendo le seguenti censure:

1) Violazione dell’art. 30, comma 1, D.L. vo n. 165/2001 - Eccesso di potere per difetto dei presupposti, illogicità, ingiustizia manifesta, lamentando che l’Amministrazione avrebbe del tutto illegittimamente inteso “ripetere” la valutazione dell’idoneità all’espletamento delle funzioni dirigenziali già conseguita dal ricorrente all’esito di un pubblico concorso;

2) in subordine, Violazione dell’art. 30, comma 1, D.L. vo n. 165/2001 - Violazione dell’Avviso di mobilità - Violazione della delibera di Giunta Comunale n. 137/2009 - Eccesso di potere per illogicità e travisamento, atteso che la sua valutazione sarebbe avvenuta in violazione delle prescrizioni di cui all’avviso di mobilità e da parte di una Commissione illegittimamente formata;

3) Violazione dell’art. 30, comma 1, D.L. vo n. 165/2001 - Illegittimità derivata, riverberandosi i vizi denunciati sui provvedimenti con cui il Comune di Caserta, dato atto dell’esito negativo della procedura di mobilità, avrebbe indetto un concorso pubblico per la copertura del medesimo posto oggetto della suddetta procedura.

Preso atto che, all’esito dell’espletamento del concorso pubblico per titoli ed esami a n. 1 posto di Dirigente Tecnico/Amministrativo, di cui al bando di concorso pubblicato sulla G.U. n. 69 del 31.8.2010, per la copertura del medesimo posto oggetto della procedura di mobilità, con determinazione n. 3076 del 10.12.2010 (rettificata con determinazione n. 3144 del 20.12.2010) del Dirigente dell’Area Generale di Coordinamento Amministrativo e Culturale - Settore Affari Generali, Attività Produttive, Cultura, Ced e Personale del Comune di Caserta, era stata approvata la graduatoria di merito il cui vincitore risultava Iovino Marcello, il ricorrente, con motivi aggiunti notificati il 28.12.2010 e depositati il 4.1.2011, impugnava anche tali provvedimenti deducendo, in via derivata le medesime censure già fatte valere con il ricorso introduttivo.

Si costituiva in giudizio l’intimato Comune, preliminarmente eccependo l’inammissibilità del ricorso introduttivo per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo e per carenza di interesse (non possedendo parte ricorrente i requisiti temporali per l’ammissione alla procedura di mobilità), nonché (relativamente alla impugnativa del bando del concorso esterno, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 69 del 31.8.2010 e della determinazione dirigenziale n. 3076 del 10.12.2010 - rettificata con determinazione n. 3144 del 20.12.2010 - di approvazione della graduatoria finale di merito, impugnata con motivi aggiunti) per la mancata presentazione della domanda di partecipazione a tale concorso; nel merito, sostenendo l’infondatezza del ricorso introduttivo così come dei motivi aggiunti.

In relazione a tali ultimi motivi si costituiva in giudizio il controinteressato Iovino Marcello il quale proponeva il ricorso incidentale in epigrafe con il quale impugnava la determina del Dirigente Coordinatore del Comune di Caserta n. 1832 del 19.7.2010 con la quale il Cappuccio era stato ammesso a partecipare all’Avviso pubblico di Mobilità volontaria per la copertura di un posto di Dirigente da assegnare al Settore Politiche Sociali, nonché gli atti della procedura espletata, ivi compresi i verbali della Commissione ed il giudizio finale della stessa, nella parte in cui hanno proceduto alla valutazione del Cappuccio che, invece, non aveva titolo a partecipare e avrebbe dovuto essere escluso.

Alla pubblica udienza del 24 marzo 2011 il ricorso, i motivi aggiunti ed il ricorso incidentale erano ritenuti in decisione.

DIRITTO

1. Con il ricorso introduttivo del presente giudizio parte ricorrente ha proposto due domande: la prima con cui ha chiesto l’annullamento della determinazione dirigenziale n. 1473 del 9.6.2010 (integrata dalla determinazione dirigenziale n. 1499 del 10.6.2010), con la quale il Comune di Caserta ha approvato la schema di “avviso pubblico di mobilità volontaria” ex art. 30, commi 1 e 2 bis, D.L. vo n. 165/2001, unitamente all’allegato Avviso, nonché di tutti gli atti della relativa procedura di mobilità, ivi compresi i verbali della commissione del 6.8.2010 ed il relativo giudizio di inidoneità del ricorrente formalizzato nella determinazione dirigenziale n. 1976 del 10.8.2010; la seconda, con cui ha chiesto l’annullamento del provvedimento, di estremi e data sconosciuti, con cui è stato approvato il bando di concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di n. 1 posto di dirigente tecnico/amministrativo, di cui al bando di concorso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 69 del 31.8.2010, nonché di tutti gli atti della procedura concorsuale conseguente all’adozione del predetto provvedimento.

Con i motivi aggiunti ha impugnato, invece, la determinazione del Dirigente dell’Area Generale di Coordinamento Amministrativo e Culturale - Settore Affari Generali, Attività Produttive, Cultura, Ced e Personale del Comune di Caserta n. 3076 del 10.12.2010 (rettificata con determinazione dirigenziale n. 3144 del 20.12.2010), con cui è stata approvata la graduatoria di merito del predetto concorso pubblico e, se intervenuti, gli atti con cui il vincitore è stato assunto in servizio.

2. Il ricorso introduttivo, nella parte in cui con tale mezzo si impugna la procedura di mobilità ex art. 30, commi 1 e 2 bis, D.L. vo n. 165/2001, è inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo per rientrare la controversia in esame nella giurisdizione del giudice ordinario.

3. Come rilevato in giurisprudenza ed, in particolare, recentemente, dal TAR Campania, sede di Napoli, Sezione Terza, con sentenza n. 21821 del 27.10.2010, l’art. 63 del D.L. vo n. 165 del 2001 sancisce che tutte le controversie concernenti lo svolgimento del rapporto di lavoro subordinato alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario, mentre restano assegnate, in via residuale, alla giurisdizione del giudice amministrativo le sole controversie in materia di procedure concorsuali per l’assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni. In proposito, la giurisprudenza amministrativa ha chiarito che “rientra nella giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto l’istituto della mobilità esterna (trasferimento di un pubblico dipendente tra enti del medesimo comparto io tra enti di comparti diversi) che si configura come cessione del contratto di lavoro e si verifica nel corso del rapporto e non appartiene a quelle vicende che l’art. 63, comma 4, del D.L. vo n. 165 del 2001 attribuisce alla giurisdizione amministrativa (T.A.R. Piemonte, Torino, sez. II, 3 aprile 2007, n. 1549). Il procedimento di mobilità volontaria esterna tra P.A., infatti, è un atto di gestione del rapporto e, per tale ragione, il relativo contenzioso rientra attualmente nella giurisdizione del giudice del lavoro (T.A.R. Veneto, Venezia, sez. II, 24 gennaio 2007, n. 192)” (T.A.R. Campania, sez. III, 9 settembre 2008, n. 10060).

Infatti, in questo caso ha luogo una semplice cessione del contratto di lavoro del dipendente tra l’amministrazione di provenienza e quella di destinazione e non si determina quindi la costituzione di un nuovo rapporto di pubblico impiego o una nuova assunzione, ma semplicemente la modificazione soggettiva del rapporto di lavoro già esistente con continuità del suo contenuto (C. di S., sez. V, 26 novembre 2009, n. 6541).

Per i dipendenti pubblici che presentino domanda di inquadramento difetta la fase concorsuale. Peraltro che non si tratta di una novazione soggettiva del rapporto di lavoro riconducibile alla giurisdizione del giudice amministrativo (Cfr. Cass. SS.UU. 30 ottobre 2008, n. 2601) ma di ipotesi ascrivibile a mera cessione del contratto di lavoro con continuità del suo contenuto è dimostrato dal fatto che le domande

4. Il Collegio, pur consapevole dell’esistenza di altro (per vero minoritario) indirizzo giurisprudenziale per il quale, in presenza di una procedura di mobilità esterna attuata con modalità tipicamente concorsuali (implicanti valutazione comparata dei candidati e formazione di una graduatoria finale) e finalità del tutto diverse da quelle proprie della mobilità per passaggio diretto fra diverse amministrazioni, ritiene la sussistenza della giurisdizione amministrativa, ritiene preferibile allinearsi al su riferito orientamento maggioritario per il quale, quali che possono essere state le modalità con cui si è addivenuti alla individuazioni dei soggetti aventi titolo alla mobilità esterna tra pubbliche amministrazioni, ciò che rileva, ai fini della individuazione del giudice avente giurisdizione in una determinata controversia, è la funzione esercitata e la finalità istituzionale perseguita a prescindere dalle modalità procedurali seguite dall’Amministrazione.

5. Ne deriva che il ricorso introduttivo, nella parte in cui, per suo tramite, si impugna la procedura di mobilità ex art. 30, commi 1 e 2 bis, D.L. vo n. 165/2001 è inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.

6. La dichiarazione di inammissibilità del ricorso introduttivo, nella parte in cui, per suo tramite, viene impugnata la procedura di mobilità, rende improcedibile il ricorso incidentale proposto da Iovino Marcello, risultato vincitore del concorso pubblico espletato dal Comune per la copertura di un posto di Dirigente tecnico-amministrativo, in quanto rivolto esclusivamente a censurare i requisiti di ammissione del Cappuccio alla procedura di mobilità indetta dal Comune di Caserta ai sensi dell’art. 30, commi 1 e 2 bis, D.L. vo n. 165/2001.

Invero, preso atto del dichiarato difetto di giurisdizione di questo Tribunale in relazione alla impugnativa degli atti della predetta procedura, viene a mancare ogni interesse nel ricorrente incidentale ad insistere nel ricorso da lui proposto che, quindi, va dichiarato improcedibile.

7. Viceversa, sempre preliminarmente, deve ritenersi ammissibile l’impugnativa proposta dal ricorrente, sempre con il ricorso introduttivo, del provvedimento con cui è stato approvato il bando di concorso pubblico per la copertura di un posto di dirigente tecnico/amministrativo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 69 del 31.8.2010, nonché di tutti gli atti della conseguente procedura selettiva, nonché i motivi aggiunti con cui è stata impugnata la determinazione del Dirigente dell’Area Generale di Coordinamento Amministrativo e Culturale - Settore Affari Generali, Attività Produttive, Cultura, Ced e Personale del Comune di Caserta n. 3076 del 10.12.2010 (integrata dalla determinazione dirigenziale n. 3144 del 20.12.2010), con cui è stata approvata la graduatoria di merito del concorso pubblico per titoli ed esami a n. 1 posto di Dirigente Tecnico/Amministrativo, di cui al bando di concorso pubblicato sulla G.U. n. 69 del 31.8.2010, nonché ogni altro atto della procedura concorsuale, ivi compresi la graduatoria di merito e, se intervenuti, gli atti con cui il vincitore è stato assunto in servizio.

8. Sul punto deve disattendersi le eccezioni di inammissibilità del gravame proposto avverso la procedura di mobilità esterna“ non essendo formulate specifiche censure rispetto al concorso pubblico” ed a cui, peraltro (per ammissione del medesimo ricorrente), quest’ultimo non avrebbe avuto titolo astrattamente partecipare (e di fatto non ha presentato domanda di partecipazione), non essendo il titolo di studio da lui posseduto ricompreso tra quelli richiesti per l’accesso.

Invero già nella terza censura del ricorso introduttivo parte ricorrente impugnava il concorso pubblico non per vizi propri ma per un vizio derivato, ovverosia per l’impossibilità del suo svolgimento a cagione della illegittimità che ha caratterizzato lo svolgimento della procedura di mobilità; così come in via derivata sono stati impugnati - con i motivi aggiunti - i successivi atti della procedura concorsuale all’esito della quale è stato nominato vincitore Iovino Marcello.

9. L’esperimento della procedura di mobilità prevista dall’art. 30 del D.L. vo n. 165 del 2001 è obbligatorio per modo che l’Amministrazione non può bandire un pubblico concorso senza aver preventivamente ed infruttuosamente espletata la suddetta procedura.

Secondo la giurisprudenza: << Ai sensi di quanto disposto dall’art. 30 del D.L. vo 30 marzo 2001, n. 165 (come modificato dall’art. 5, comma 1 quater, del D.L. vo 31 gennaio 2005, n. 7, convertito nella L. 31 marzo 2005, n. 43), le pubbliche amministrazioni sono obbligate ad espletare le procedure di trasferimento mediante mobilità da altre amministrazioni, prima di indire gli eventuali concorsi pubblici per la copertura dei posti disponibili >> (T.A.R. Sardegna, 16.7.2009, n. 1348); ed ancora: << la mobilità non è un istituto previsto nell’esclusivo interessa dell’amministrazione, ma uno strumento di reclutamento che ex art. 3° del D.L. vo n. 165 /2001 prevede sul concorso pubblico perché considerato idoneo a garantire economie di spese e dunque nei limiti necessari a conseguire tale obiettivo. L’amministrazione (intesa nel suo complesso come area del pubblico impiego) è obbligata a fare ricorso alle risorse interne utilizzando i dipendenti nel modo più razionale ed evitando ed evitando di effettuare nuove assunzioni quando sia possibile riallocare diversamente i dipendenti non più indispensabili in un determinato ente o comparto >> (T.A.R. Lombardia, Brescia, 16.6.2008, n. 645).

In ogni caso, relativamente in ordine agli atti di indizione e definizione della procedura. concorsuale esterna, successivamente bandita, sussiste la giurisdizione amministrativa.

10. .Tuttavia - come rappresentato dal Comune di Caserta nella memoria di costituzione in giudizio - in data 1° ottobre 2010 (cioè a distanza di quasi due mesi dal completamento della procedura di mobilità) il Cappuccio ha notificato al Comune di Caserta ricorso ex art. 700 c.p.c. al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Sezione Lavoro, chiedendo, non solo di essere valutato da diversa commissione, nell’ambito della procedura di mobilità cui aveva preso parte, ma anche di sospendere la procedura selettiva indetta dal Comune con bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 69 del 31 agosto 2010.

Nelle more della definizione del giudizio ex art. 700 c.p.c. il Cappuccio proponeva ricorso dinanzi a questo Tribunale, sostanzialmente riproducendo le medesime doglianze già dedotte innanzi al giudice del lavoro.

11. Orbene, stante la pendenza innanzi al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in funzione di Giudice del Lavoro ricorso ex art. 700 c.p.c. (cui seguirà l’azione ordinaria) avente ad oggetto la medesima procedura di mobilità oggetto della presente impugnativa, necessita che il presente giudizio sia sospeso in attesa della definizione del giudizio intentato innanzi al giudice del lavoro, che riveste indubbiamente carattere pregiudiziale.

In punto di sospensione del processo amministrativo l’art. 79 cod. proc. amm. rinvia alla disciplina prevista dal cod. proc. civ. che, all’art. 295, prevede che il << giudice dispone che il processo sia sospeso in ogni caso in cui egli stesso o altro giudice deve risolvere una controversia dalla cui definizione dipenda la decisione della causa >>.

In sede applicativa si è affermato in giurisprudenza che: << La sospensione necessaria del processo presuppone che la decisione della controversia dipenda dalla definizione di altra causa, richiede, cioè, non un mero collegamento tra le due emanande statuizioni, ma un vincolo di consequenzialità, per cui l’altro giudizio (civile, penale o amministrativo), oltre ad essere in concreto pendente ed a coinvolgere le stesse parti, deve investire una questione di carattere pregiudiziale cioè un indispensabile antecedente loigico-giuridico, la soluzione del quale sia determinante, in tutto o in parte, per l’esito della causa da sospendere >> (C. di S., sez. VI, 28 dicembre 2006, n. 5701).

Ciò è proprio quanto avveratosi nella fattispecie in esame, con la conseguenza che, relativamente agli atti della procedura concorsuale di cui al bando pubblicato sulla G.U. n. 69 del 31.8.2010, necessita sospendere ogni ulteriore determinazione in ordine al merito ed al rito.

12. Viceversa inammissibile è la domanda - contenuta nei motivi aggiunti - di annullamento dell’atto di nomina con cui il vincitore, Iovino Marcello. è stato assunto in servizio che si pone all’esterno della suddetta procedura.

13. Al riguardo, il Consiglio di Stato, con decisione della V Sezione 9 ottobre 2006, n. 6003 ha statuito che: “(…..) Nel nuovo sistema di riparto della giurisdizione delineato dall’art. 68 del D.L. vo 31 marzo 1998, n. 80 e, poi, dall’art. 63 del D.L. vo 30 marzo 2001, n. 165 sono state devolute alla giurisdizione del giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni (salvo quelle relative alle procedure concorsuali per l’assunzione dei dipendenti, nonché quelle concernenti il personale in regime di diritto privato), incluse le controversie concernenti le assunzioni, gli incarichi dirigenziali, e le indennità di fine rapporto, anche se vengono in questione atti presupposti, che qualora siano rilevanti vengono disapplicati se illegittimi.

La menzionata ampia giurisdizione comporta che il giudice ordinario adotta nei confronti delle pubbliche amministrazioni tutti i provvedimenti di accertamento, costitutivi o di condanna, richiesti dalla natura della situazione giuridica, senza che sia consentito operare distinzione fra norme sostanziali e norme procedurali, con la rilevabilità anche di vizi formali (Corte Cost. n. 275 del 23.7.2001).

14. La domanda è quindi inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in quanto la nomina di un vincitore di un concorso è vicenda successiva all’approvazione di una graduatoria e come tale rientra nella giurisdizione del giudice ordinario (Cfr. T.A.R. Campania, Sez. V, n. 3297/2009).

15. Quanto al regolamento delle spese giudiziali, il Collegio, relativamente alla impugnativa della procedura di mobilità ex art. 30, commi 1 e 2 bis, D.L. vo n. 165/2001 e dell’atto di nomina del vincitore Iovino Marcello, stima equo disporne integrale compensazione fra le parti, mentre, relativamente alle residue domande, riserva al definitivo ogni altra determinazione in ordine alle spese giudiziali.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Sezione Quinta, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe (n. 5663/2010 R.G.), e sui motivi aggiunti, proposti da Cappuccio Alessandro, nonché sul ricorso incidentale proposto da Iovino Marcello, così dispone.

a) dichiara inammissibile il ricorso introduttivo, nella parte in cui viene chiesto l’annullamento degli atti della procedura di mobilità ex art. 30, commi 1 e 2 bis, D.L. vo n. 165/2001 indetta con determinazione dirigenziale n. 1473 del 9.6.2010, integrata con determinazione dirigenziale n. 1499 del 10.6.2010;

b) dichiara improcedibile il ricorso incidentale;

b)sospende, ai sensi dell’art. 79 cod. proc. amm. il giudizio relativo alla impugnativa del bando di concorso pubblico esterno pubblicato sulla G.U. n. 69 del 31.8.2010, impugnato con il ricorso introduttivo e della graduatoria finale di merito approvata con determinazione dirigenziale n. 3076 del 10.12.2010 (rettificata con determinazione n. 3144 del 20.12.2010) impugnata con i motivi aggiunti;

c) dichiara il proprio difetto di giurisdzione in relazione alla domanda di annullamento dell’atto di nomina del vincitore del suddetto concorso, Iovino Marcello, per spettare la giurisdizione al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro;

d) compensa fra le parti le spese, le competenze e gli onorari di giudizio, relativamente alla impugnativa della procedura di mobilità ex art. 30, commi 1 e 2 bis, D.L. vo n. 165/2001, mentre, relativamente alle restanti domande riserva al definitivo ogni altra determinazione in ordine alle spese giudiziali.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 7 aprile 2011 con l'intervento dei magistrati:

Vincenzo Cernese, Presidente FF, Estensore

Gabriele Nunziata, Consigliere

Sergio Zeuli, Primo Referendario

   
   
IL PRESIDENTE, ESTENSORE  
   
   
   
   
   

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 28/04/2011

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)



 
Pros. >