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P.I. - sulla giurisdizione del G.O. e la disapplicazione dell'atto di macroorganizzazione PDF Stampa E-mail
Scritto da La redazione iusna.net   
TAR Napoli, Sez. V, 9 settembre 2010 / 7 ottobre 2010, n. 17996 (Pres. ff Cernese, est. Zeuli)
 
Spetta all'autorità giudiziaria ordinaria la giurisdizione sulla controversia nella quale un dirigente comunale, il cui incarico sia stato revocato, rivendichi il diritto allo svolgimento delle funzioni conferitegli, previa disapplicazione dell'atto organizzativo (nella specie, del provvedimento col quale era stata modificata la pianta organica degli uffici dirigenziali comunali) sul cui presupposto la revoca sia stata disposta" (Cassazione civile , sez. un., 16 febbraio 2009, n. 3677)

E peraltro, la ritenuta carenza di giurisdizione in questo frangente è in linea con la giurisprudenza di questo Tribunale in punto di giurisdizione in materia di pubblico impiego, secondo cui “Il conferimento di posizioni organizzative ….[omissis]… esula dall'ambito degli atti amministrativi autoritativi (d.lg. n. 165 del 2001, art. 2 comma 2) e si iscrive nella categoria degli atti negoziali, adottati con la capacità e i poteri del datore di lavoro (d.lg. 165 del 2001, art. 63 commi 1 e 4)…[omissis]. Siffatta qualificazione comporta che le relative controversie siano devolute alla giurisdizione ordinaria, non ostandovi che vengano in considerazione atti amministrativi presupposti - quali, nella specie, il regolamento comunale di organizzazione degli uffici e dei servizi - atteso che, anche in tal caso, con l'instaurazione del giudizio ordinario, la tutela del pubblico dipendente è pienamente assicurata dalla disapplicazione dell'atto ai sensi del d.lg. n. 165 del 2001, art. 63 comma 1. Tale giurisdizione resta ferma, quale che sia l'atto organizzatorio posto a fondamento del provvedimento concretamente ritenuto lesivo della sfera giuridica del dipendente" (T.A.R. Campania Napoli, sez. V, 10 dicembre 2009 , n. 8640)

N. 17996/2010 REG.SEN.

N. 01963/2010 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania

(Sezione Quinta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1963 del 2010, integrato da motivi aggiunti, proposto da:
Pasquale Del Gaudio, rappresentato e difeso dall'avv. William Esposito, con domicilio eletto presso William Esposito in Napoli, via Roberto Bracco 15/A;

contro

Comune di Napoli in Persona del Sindaco P.T., rappresentato e difeso dall'Avvocatura Municipale, domiciliata per legge in Napoli, piazza Municipio;

per l'annullamento

TRASFERIMENTO DEL RICORRENTE A SEGUITO DELL'ADOZIONE DEL PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE PER IL 2009 DEL COMUNE DI NAPOLI


Visto il ricorso ed i motivi aggiunti, con i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Napoli in Persona del Sindaco P.T.;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 9 settembre 2010 il dott. Sergio Zeuli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO

Con ricorso notificato in data 29 marzo 2010 e depositato il 14 aprile successivo il dr. Pasquale Del Gaudio, Dirigente del comune di Napoli per l’area “Promozione dell’offerta turistica” e titolare di contratto di lavoro a tempo indeterminato, impugnava gli atti in epigrafe indicati, finalizzati a riorganizzare le funzioni attinenti all’offerta turistica del comune di Napoli.

Il ricorrente a sostegno del ricorso espone che, in conseguenza della complessa procedura di riorganizzazione implicata dagli atti epigrafati sono state sottratte per la quasi totalità le funzioni originariamente assegnate dall’Ufficio da lui diretto, perché confluite alla IX Direzione del comune di Napoli, ed assunte da altro soggetto, titolare di contratto a tempo determinato ed al contempo, egli è stato illegittimamente trasferito ad altra area.

All’uopo deduceva le seguenti illegittimità avverso i provvedimenti impugnati: a) violazione del giusto procedimento e difetto di istruttoria; b) violazione art.3 L.241/90 e della Circolare della P.C.M. 2 maggio 2006 nonché eccesso di potere per manifesta illogicità; c) eccesso di potere per travisamento dei presupposti.

Il ricorrente presentava altresì ricorso per motivi aggiunti avverso ulteriori atti dell’amministrazione intimata consistenti in due ordini di servizio con i quali erano stati adibiti dipendenti del Servizio Promozione e Valorizzazione dell’Offerta Turistica per il rilascio di autorizzazioni in materia di mercati e di alberghi, affittacamere, bed and breakfast.

Si costituiva l’amministrazione intimata, allegando una memoria illustrativa del Direttore Generale.All’odierna udienza, dopo le conclusioni dei difensori, resi edotti della possibilità che la presente decisione fosse resa in forma semplificata, la causa veniva spedita in decisione.

DIRITTO

I La presente decisione può essere resa in forma semplificata essendo il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice adito.

II A conforto dell’opinione appena espressa si consideri che, se è vero che con gli atti epigrafati il comune di Napoli ha avviato il piano generale delle azioni strategiche, nell’ambito degli obiettivi per l’anno 2009, la posizione giuridica del ricorrente in rapporto all’ente datore di lavoro (ricorrente che peraltro, giova ricordarlo, era titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato), è stata modificata in seguito ad un atto di natura palesemente negoziale, quale certamente è quello n.161 del 31 luglio 2009 con cui il dr. Del Gaudio è stato trasferito al servizio Attività Culturali, Sportive e del Tempo Libero.

E’ invero solo questo provvedimento che, nella stessa prospettazione attorea, viene presentato come veicolo dell’effettiva lesione che parte ricorrente assume essergli stata cagionata, né ci si può esimere dal segnalare che esso appare solo remotamente connesso alla suddetta riorganizzazione, alla luce di quanto dedotto dal resistente sugli obblighi di rotazione dei dirigenti imposti dal d. lgs.150 del 1999. Per meglio dire, l’unica effettiva connessione tra le due attività è quella esistente a livello temporale, che, di per sé sola, non può evidentemente assumere adeguata efficacia dimostrativa.

Né è dubitabile che ciò che è (asseritamente) leso dalla predetta disposizione di trasferimento – anche in considerazione dell’articolazione del ricorso - sia il diritto soggettivo contrattuale del dipendente in oggetto, il che conferma la sussistenza della giurisdizione del giudice ordinario.

In tal senso si consideri che “Spetta all'autorità giudiziaria ordinaria la giurisdizione sulla controversia nella quale un dirigente comunale, il cui incarico sia stato revocato, rivendichi il diritto allo svolgimento delle funzioni conferitegli, previa disapplicazione dell'atto organizzativo (nella specie, del provvedimento col quale era stata modificata la pianta organica degli uffici dirigenziali comunali) sul cui presupposto la revoca sia stata disposta. Cassazione civile , sez. un., 16 febbraio 2009 , n. 3677

E peraltro, la ritenuta carenza di giurisdizione in questo frangente è in linea con la giurisprudenza di questo Tribunale in punto di giurisdizione in materia di pubblico impiego, secondo cui “Il conferimento di posizioni organizzative ….[omissis]… esula dall'ambito degli atti amministrativi autoritativi (d.lg. n. 165 del 2001, art. 2 comma 2) e si iscrive nella categoria degli atti negoziali, adottati con la capacità e i poteri del datore di lavoro (d.lg. 165 del 2001, art. 63 commi 1 e 4)…[omissis]. Siffatta qualificazione comporta che le relative controversie siano devolute alla giurisdizione ordinaria, non ostandovi che vengano in considerazione atti amministrativi presupposti - quali, nella specie, il regolamento comunale di organizzazione degli uffici e dei servizi - atteso che, anche in tal caso, con l'instaurazione del giudizio ordinario, la tutela del pubblico dipendente è pienamente assicurata dalla disapplicazione dell'atto ai sensi del d.lg. n. 165 del 2001, art. 63 comma 1. Tale giurisdizione resta ferma, quale che sia l'atto organizzatorio posto a fondamento del provvedimento concretamente ritenuto lesivo della sfera giuridica del dipendente.

T.A.R. Campania Napoli, sez. V, 10 dicembre 2009 , n. 8640

Ricorrono giustificati motivi per compensare le spese di giudizio.

P.Q.M.

dichiara inammissibile il ricorso meglio in epigrafe descritto per difetto di giurisdizione del giudice adito in favore della giurisdizione del giudice ordinario.

Compensa le spese di giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 9 settembre 2010 con l'intervento dei Magistrati:

Vincenzo Cernese, Presidente FF

Gabriele Nunziata, Consigliere

Sergio Zeuli, Primo Referendario, Estensore

Da Assegnare Magistrato, Consigliere

   
   
L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
   
   
   
   
   

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 07/10/2010

(Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)

IL SEGRETARIO



 
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