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Sulla sanabilità delle opere in zona sottoposta a vincolo paesaggistico - il caso Pozzuoli PDF Stampa E-mail
Scritto da La redazione iusna.net   
TAR Napoli, Sez. VI, 14 luglio 2010 / 2 settembre 2010, n. 17273 (Pres. Conti, est. Cestaro)
 
In argomento, si devono richiamare ben tre disposizioni: l’art. 32 della legge 47/1985 (come novellato dalla L. 326/2003), l’art. 33 della L. 47/1985 e l’art. 32, c. 27 L. 326/2003.

3.4. Dalla combinata lettura delle stesse si trae, ad avviso del Tribunale, la seguente “gerarchia” applicativa:
– opere sanabili costruite su aree sottoposte a vincolo, come recita la stessa intestazione dell’art. 32 L. 47/1985 si tratta di opere sanabili, subordinatamente alla acquisizione del parere favorevole della pubblica amministrazione;
– opere insanabili ai sensi dell’art. 33 L. 47/1985: non sono suscettibili di sanatoria le opere effettuate in zone vincolate (ex pluris: vincoli imposti da leggi statali e regionali nonché dagli strumenti urbanistici a tutela di interessi storici, artistici, architettonici, archeologici, paesistici, ambientali, idrogeologici: lett. a dell’art. 33), allorquando i vincoli imposti comportino l’inedificabilità e siano stati imposti prima della esecuzione del opere stesse;
– opere comunque non suscettibili di sanatoria, fermo restando quanto previsto dagli articoli 32 e 33 della legge 28 febbraio 1985, qualora: (omissis) siano state realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesistici, nonché dei parchi e delle aree protette nazionali, regionali e provinciali qualora istituiti prima della esecuzione di dette opere, in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio e non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici. (lettera d del comma 27 dell’art. 32 cit.).Ne consegue, ad avviso del Tribunale, che la lettera d) ha un campo applicativo suo proprio e ben diversificato dagli articoli 32 e 33 della L. 47/1985. Riguarda, in sintesi, zone sottoposte a vincolo, che non comportano inedificabilità (altrimenti la disciplina normativa da richiamare sarebbe quella ex art. 33 L. 47/1985), su cui, senza titolo edilizio, sono state costruite opere non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.
La non conformità alla strumentazione urbanistica diviene quindi elemento nodale per questa particolare insanabilità. In altri termini, non è solo la presenza del vincolo a rendere l’opera insanabile, altrimenti all’art. 32 L. nr. 47/1985 non residuerebbe operatività.

N. 17273/2010 REG.SEN.

N. 00032/2010 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania

(Sezione Sesta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

Sul ricorso numero di registro generale 32 del 2010, proposto da:
Gennaro Sannino, rappresentato e difeso dall'avv. Giovanni Basile, con domicilio eletto presso Giovanni Basile in Napoli, via Tino di Camaino N.6;

contro

Comune di Pozzuoli, rappresentato e difeso dall'avv. Aldo Starace, con domicilio eletto presso Aldo Starace in Napoli, Riviera di Chiaia,207;

per l'annullamento

previa sospensione dell'efficacia,

del provvedimento del Dirigente del II° Dipartimento del Comune di Pozzuoli prot. n. 47771 del 4.12.2009, notificato in data 10.12.2009, con il quale si dispone il rigetto delle istanze di concessione edilizia in sanatoria presentate dal ricorrente ex art. 32 L.326/2003; di ogni altro atto preordinato, connesso e collegato;


Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Pozzuoli;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 14 luglio 2010 il dott. Luca Cestaro e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;


FATTO e DIRITTO

1.1. Con ricorso ritualmente notificato e depositato, SANNINO GENNARO impugnava i provvedimenti indicati in epigrafe e, in virtù di numerose censure in fatto e in diritto, ne chiedeva l’annullamento e, in via incidentale, l’adozione di opportune misure cautelari anche in via provvisoria.

1.2. Si costituiva il Comune di Pozzuoli che chiedeva il rigetto del ricorso.

1.3. Con decreto del Presidenziale del 08.01.2010, l’istanza volta all’adozione di misure cautelari provvisorie era accolta sino all’udienza camerale del 27.01.2010; all’esito di tale udienza il Tribunale respingeva l’istanza incidentale di sospensione con ordinanza n.217/2010 poi riformata in appello dal Consiglio di Stato (ord. C.D.S. sez. IV n. 1440/2010).

1.3. All’esito dell’udienza di trattazione del 14.07.2010, il Collegio tratteneva la causa in decisione

2.1. Il ricorso ha ad oggetto l’ordinanza n. 47771/2009 con cui il Comune di Pozzuoli – II dipartimento rigettava le domande di condono presentate in data 20.01.2005 dal SANNINO e ordinava la riduzione in pristino dello stato dei luoghi. In particolare, le istanze in esame si riferivano all’edificazione di manufatti destinati all’esercizio di un’attività artigianale e a deposito-garage siti alla via Sotto il Monte.

2.2. Il provvedimento negativo impugnato, peraltro, è motivato esclusivamente in relazione all’essere «l’intero territorio del Comune di Pozzuoli … sottoposto a vincolo paesaggistico», ragione per cui le domande di sanatoria sarebbero improcedibili e irricevibili.

2.3. Il ricorrente censura: la violazione dell’art. 32 co. 27 e 43 della L. 326/2003; il difetto di istruttoria; la carenza di motivazione; la mancanza del parere della Commissione per il paesaggio; la violazione delle garanzie procedimentali ex artt. 7 e ss. L. 241/1990.

2.4. In particolare, il ricorrente contesta l’operato del Comune allorchè ha ritenuto preclusivo del rilascio del condono la mera sussistenza del vincolo paesaggistico, senza verificare la concreta conformità delle opere al regime urbanistico effettivamente vigente in zona e senza considerare l’epoca di realizzazione dei manufatti asseritamente preesistenti alla introduzione dei vincoli in atto.

3.1. Si è rilevato come l’ente non abbia operato alcun riferimento alle disposizioni urbanistiche e paesaggistiche vigenti nell’area, limitandosi, appunto a richiamare l’esistenza del vincolo paesaggistico.

3.2. Tale modo di procedere è stato a più riprese stigmatizzato da questa Sezione, essendosi affermato il principio secondo cui «il vincolo paesaggistico gravante sull’intero territorio puteolano è (in via astratta) superabile ai fini della sanatoria, ex art. 32 L. nr. 47/1985: ne consegue che l’amministrazione non poteva limitarsi a richiamare nella sua interezza la legge nr. 326/2003 in assenza di rimandi specifici alla contrarietà della pianificazione edilizio–urbanistica–paesaggistica» (Sent. n. 4850/2008; cfr., altresì, Sent. 4308/2009).

3.3. Tanto deriva da una ponderata esegesi delle norme richiamate (si riportano, di seguito, le argomentazioni di cui alla Sent. T.A.R. Napoli, sez. VI n. 7050/2006). Va detto che, in argomento, si devono richiamare ben tre disposizioni: l’art. 32 della legge 47/1985 (come novellato dalla L. 326/2003), l’art. 33 della L. 47/1985 e l’art. 32, c. 27 L. 326/2003.

3.4. Dalla combinata lettura delle stesse si trae, ad avviso del Tribunale, la seguente “gerarchia” applicativa:

– opere sanabili costruite su aree sottoposte a vincolo, come recita la stessa intestazione dell’art. 32 L. 47/1985 si tratta di opere sanabili, subordinatamente alla acquisizione del parere favorevole della pubblica amministrazione;

– opere insanabili ai sensi dell’art. 33 L. 47/1985: non sono suscettibili di sanatoria le opere effettuate in zone vincolate (ex pluris: vincoli imposti da leggi statali e regionali nonché dagli strumenti urbanistici a tutela di interessi storici, artistici, architettonici, archeologici, paesistici, ambientali, idrogeologici: lett. a dell’art. 33), allorquando i vincoli imposti comportino l’inedificabilità e siano stati imposti prima della esecuzione del opere stesse;

– opere comunque non suscettibili di sanatoria, fermo restando quanto previsto dagli articoli 32 e 33. della legge 28 febbraio 1985, qualora: (omissis) siano state realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesistici, nonché dei parchi e delle aree protette nazionali, regionali e provinciali qualora istituiti prima della esecuzione di dette opere, in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio e non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici. (lettera d del comma 27 dell’art. 32 cit.).

3.5. Ne consegue, ad avviso del Tribunale, che la lettera d) ha un campo applicativo suo proprio e ben diversificato dagli articoli 32 e 33 della L. 47/1985. Riguarda, in sintesi, zone sottoposte a vincolo, che non comportano inedificabilità (altrimenti la disciplina normativa da richiamare sarebbe quella ex art. 33 L. 47/1985), su cui, senza titolo edilizio, sono state costruite opere non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

3.6. La non conformità alla strumentazione urbanistica diviene quindi elemento nodale per questa particolare insanabilità. In altri termini, non è solo la presenza del vincolo a rendere l’opera insanabile, altrimenti all’art. 32 L. nr. 47/1985 non residuerebbe operatività.

3.7. Deve sussistere, dunque, sia la sussistenza di un vincolo (non di in edificabilità assoluta, altrimenti si ricade nell’art. 33 L. 47/1985), sia la non conformità alla pianificazione: sintomatico del rilievo di quest’ultima è dato dalla coeva modifica dell’art. 27 del T.U. nr. 380/2001 (ai sensi del comma 45 e 46 dell’art. 32 L. 326/2003) in cui si sono previsti gli immediati provvedimenti demolitori dirigenziali anche, appunto, ove sia riscontata la difformità dalle norme di pianificazione.

3.8. Ritornando al caso in esame, si deve sottolineare come l’intero territorio di Pozzuoli sia stato sottoposto, con il D.M. del 1957, al vincolo paesaggistico ex lege nr. 1497/1939. (Cfr., Cass. sez. IIIª penale 3.10.1995 n. 3261).

3.9. Siamo perciò in presenza di un vincolo superabile ai fini della sanatoria, ex art. 32 L. nr. 47/1985: ne consegue che l’amministrazione non poteva limitarsi a richiamare l’art. 32 c. 27 L. nr. 326/2003 in assenza di rimando specifico anche alla contrarietà della pianificazione edilizio–urbanistica.

3.10. Quanto precede dimostra la fondatezza del motivo di gravame relativo al difetto di istruttoria e di motivazione nonché alla conseguente erronea applicazione della normativa condonistica di cui all’art. 32 L. 326/2003.

4.1. Le indicate ragioni dell’accoglimento rendono del tutto privo di utilità per il ricorrente l’esame delle censure relative alla mancata acquisizione dei pareri asseritamente prescritti (va detto che, in proposito, l’orientamento consolidato della sezione ritiene superflua l’acquisizione di detti pareri qualora l’amministrazione debba operare valutazioni di carattere meramente giuridico e non tecnico) e al mancato rispetto delle garanzie procedimentali, potendosene, quindi, dichiarare l’assorbimento.

6.1. Il ricorso è dunque da accogliere per il difetto di istruttoria e la violazione di legge: per l’effetto l’atto amministrativo impugnato va annullato, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione.

7.1. Le spese, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo regionale della Campania, sede di Napoli, sezione VI, accoglie il ricorso e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati.

Condanna il Comune di Pozzuoli al pagamento di spese, diritti ed onorari di lite in favore della ricorrente che liquida in €. 1.500 (millecinquecento/00) oltre accessori di legge e contributo unificato se dovuto.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 14 luglio 2010 con l'intervento dei Magistrati:

Renzo Conti, Presidente

Arcangelo Monaciliuni, Consigliere

Luca Cestaro, Referendario, Estensore

   
   
L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
   
   
   
   
   

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 02/09/2010

(Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)

IL SEGRETARIO



 
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