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Ordinanza di demolizione - accertamento di conformità - conseguenze PDF Stampa E-mail
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. IV, 17 ottobre 2007 / 06 novembre 2007, n. 10675 (Pres. Pasanisi, est. Pisano) 

Il Collegio, conformemente all’orientamento della Sezione, rileva che la  presentazione da parte dell’interessato, in data 14.8.2006, della istanza di accertamento di conformità per gli interventi edili per cui è causa, configura una causa di sopravvenuta carenza di interesse alla definizione del suddetto gravame, posto che la presentazione dell'istanza di sanatoria successivamente alla impugnazione dell'ordinanza di demolizione produce l'effetto di rendere inefficace tale provvedimento e, quindi, improcedibile l'impugnazione stessa, per sopravvenuta carenza di interesse, in quanto il riesame dell'abusività dell'opera, sia pure al fine di verificarne la eventuale sanabilità, provocato da detta istanza, comporta la necessaria formazione di un nuovo provvedimento (di accoglimento o di rigetto), che vale comunque a superare il provvedimento oggetto dell'impugnativa (cfr. Cons. Stato, sez. V, 21 aprile 1997, n. 3563; sez. IV, 11 dicembre 1997, n. 1377; C.G.A. 27 maggio 1997, n. 187; T.A.R. Sicilia, sez. II, 5 ottobre 2001, n. 1392; T.A.R. Liguria, sez. II, 14 dicembre 2000, n. 1310; T.A.R. Toscana, sez. III, 18 dicembre 2001, n. 2024; T.A.R. Puglia, Bari, sez. II, 11 gennaio 2002, n. 154; T.A.R. Campania, Sez. IV, 25 maggio 2001, n. 2340, 11 dicembre 2002, n. 7994, 30 giugno 2003, n. 7902, 2 febbraio 2004, n. 1239, 13 settembre 2004, n. 11983; T.A.R. Campania, Sez. III, 2 marzo 2004, n. 2579), in tal modo “spostandosi” l'interesse del responsabile dell'abuso edilizio dall'annullamento del provvedimento già adottato, all'eventuale annullamento del provvedimento di rigetto (T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. II, 16 marzo 1991, n.67, Palermo, Sez. II, 16 marzo 2004, n. 499; T.A.R. Campania, Sez. IV, 24 settembre 2002, n. 5559, 22 febbraio 2003, n. 1310).
Pertanto, applicando siffatti principi alla controversia in esame, nella quale la presentazione della domanda di sanatoria ai sensi del dell’art. 36 del d.p.r. 380/01, ha seguito la proposizione del ricorso principale, deve dichiararsi l'improcedibilità del gravame, stante la sopravvenuta carenza di interesse, da parte del ricorrente, al conseguimento di una qualche decisione avverso l'atto impugnato, destinato comunque ad essere sostituito dalle determinazioni adottate sulla proposta istanza dovendo l’Amministrazione, nell’ipotesi di rigetto di detta istanza, emanare un nuovo provvedimento sanzionatorio con l’assegnazione, in tal caso, di un nuovo termine per adempiere (T.A.R. Lazio, Latina, 28 novembre 2000, n. 826; T.A.R. Lazio, sez. II, 17 gennaio 2001, n. 230; T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. I, 12 dicembre 2001, n. 2424; T.A.R. Puglia, Bari, sez. II, 11 gennaio 2002, n. 154; T.A.R. Emilia Romagna, sez. II, 11 giugno 2002, n. 857; T.A.R. Campania, sez. IV, 26 luglio 2002, n. 4399).

In senso difforme: TAR Napoli, Sez. II, 27 settembre 2007 / 19 ottobre 2007, n. 9757 (Pres. D'Alessandro, est. Maiello) 


REPUBBLICA ITALIANA

In Nome del Popolo Italiano

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione quarta, con l’intervento dei signori Magistrati:

LEONARDO PASANISI                                                      Presidente  

RENATA IANIGRO                                                             I Referendario

INES SIMONA IMMACOLATA PISANO                    I  Ref., relatore

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso n.5473/2006 proposto da Cerullo Raffaele, rappresentato e difeso dall’avv. De Rosa Damiano e presso lo stesso elettivamente domiciliato in Napoli, Centro Direzionale Isola F 12, come in atti

contro

il Comune di Napoli, in persona del Sindaco pro-tempore,  rappresentato e difeso dall’Avvocatura Municipale ed elettivamente domiciliato in Napoli presso l’Avvocatura medesima, piazza Municipio;

per l’annullamento

previa sospensione dell’esecuzione,  della disposizione dirigenziale del Comune di Napoli n. 1740 dell’11.08.2006  recante ordine di demolizione di opere abusive;

 

VISTO il ricorso con i relativi allegati;

VISTO l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Napoli;

VISTE le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;

VISTI tutti gli atti di causa;

Nominato relatore alla pubblica udienza del 17 ottobre  2007  il I Referendario Ines Simona Imamcolata Pisano;

Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:

FATTO

 

        Con il ricorso in epigrafe veniva impugnata la disposizione dirigenziale n. n. 1740 dell’11.08.2006  con cui il Comune di Napoli ordinava, ai sensi dell’art. 27, co. 2, d.p.r. n. 380/01, la demolizione d’ufficio di opere abusive realizzate alla via Vicinale Soffritto nr.53/55, consistenti in tre fabbricati adibiti a civile abitazione, con annesso locale interrato.

Per tali opere il ricorrente presentava, in data 14.8.2006, istanza di accertamento di conformità ai sensi dell’art. 36 del d.p.r. n. 380/01 (prot.PG/2006/0114954).

         Si costituiva  in giudizio per resistere al ricorso l’Amministrazione intimata, eccependo l’ improcedibilità del ricorso principale per sopravvenuta carenza di interesse, e chiedendone comunque il rigetto nel merito siccome infondato.

         All’Udienza del  17 ottobre  2007 la causa veniva  trattenuta in decisione.

DIRITTO

        

Il Collegio, conformemente all’orientamento della Sezione, rileva che la  presentazione da parte dell’interessato, in data 14.8.2006, della istanza di accertamento di conformità per gli interventi edili per cui è causa, configura una causa di sopravvenuta carenza di interesse alla definizione del suddetto gravame, posto che la presentazione dell'istanza di sanatoria successivamente alla impugnazione dell'ordinanza di demolizione produce l'effetto di rendere inefficace tale provvedimento e, quindi, improcedibile l'impugnazione stessa, per sopravvenuta carenza di interesse, in quanto il riesame dell'abusività dell'opera, sia pure al fine di verificarne la eventuale sanabilità, provocato da detta istanza, comporta la necessaria formazione di un nuovo provvedimento (di accoglimento o di rigetto), che vale comunque a superare il provvedimento oggetto dell'impugnativa (cfr. Cons. Stato, sez. V, 21 aprile 1997, n. 3563; sez. IV, 11 dicembre 1997, n. 1377; C.G.A. 27 maggio 1997, n. 187; T.A.R. Sicilia, sez. II, 5 ottobre 2001, n. 1392; T.A.R. Liguria, sez. II, 14 dicembre 2000, n. 1310; T.A.R. Toscana, sez. III, 18 dicembre 2001, n. 2024; T.A.R. Puglia, Bari, sez. II, 11 gennaio 2002, n. 154; T.A.R. Campania, Sez. IV, 25 maggio 2001, n. 2340, 11 dicembre 2002, n. 7994, 30 giugno 2003, n. 7902, 2 febbraio 2004, n. 1239, 13 settembre 2004, n. 11983; T.A.R. Campania, Sez. III, 2 marzo 2004, n. 2579), in tal modo “spostandosi” l'interesse del responsabile dell'abuso edilizio dall'annullamento del provvedimento già adottato, all'eventuale annullamento del provvedimento di rigetto (T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. II, 16 marzo 1991, n.67, Palermo, Sez. II, 16 marzo 2004, n. 499; T.A.R. Campania, Sez. IV, 24 settembre 2002, n. 5559, 22 febbraio 2003, n. 1310).

         Pertanto, applicando siffatti principi alla controversia in esame, nella quale la presentazione della domanda di sanatoria ai sensi del dell’art. 36 del d.p.r. 380/01, ha seguito la proposizione del ricorso principale, deve dichiararsi l'improcedibilità del gravame, stante la sopravvenuta carenza di interesse, da parte del ricorrente, al conseguimento di una qualche decisione avverso l'atto impugnato, destinato comunque ad essere sostituito dalle determinazioni adottate sulla proposta istanza dovendo l’Amministrazione, nell’ipotesi di rigetto di detta istanza, emanare un nuovo provvedimento sanzionatorio con l’assegnazione, in tal caso, di un nuovo termine per adempiere (T.A.R. Lazio, Latina, 28 novembre 2000, n. 826; T.A.R. Lazio, sez. II, 17 gennaio 2001, n. 230; T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. I, 12 dicembre 2001, n. 2424; T.A.R. Puglia, Bari, sez. II, 11 gennaio 2002, n. 154; T.A.R. Emilia Romagna, sez. II, 11 giugno 2002, n. 857; T.A.R. Campania, sez. IV, 26 luglio 2002, n. 4399);

Conclusivamente, il ricorso va dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

      Sussistono giustificati motivi per compensare tra le parti le spese di lite.

 

P.Q.M.

il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione IV, definitivamente pronunciando sul ricorso n. n.5473/2006 proposto da Cerullo Raffaele, lo dichiara IMPROCEDIBILE.

Compensa spese.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

Così deciso in Napoli, nella Camera di Consiglio del  17 ottobre  2007.

             Il Presidente                                                  L’Estensore

 

 
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