iusna.net su twitter
Segui iusna.net su Follow iusna on Twitter
 
 
Home
Sentenze TAR Campania
Recensioni
La rivista
Contattaci
Dicono di noi
Collaborazioni
Newsletter
Logo & banner
 
Libri & Diritto
 
 
Diritto pubblico on line
La giustizia amministrativa
Lexitalia
Giustamm
 
Notizie: 816
Collegamenti web: 10
Visitatori: 5155602
 
 


Divieto di detenzione armi ex art. 39 TULPS - discrezionalità - limiti PDF Stampa E-mail
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. V, 25 ottobre 2007 / 29 ottobre 2007, n. 10200 (Pres., est. Onorato)

Ai sensi dell'art. 39 T.U. 18 giugno 1931 n.773, il Prefetto ha facoltà di vietare la detenzione delle armi, munizioni e materie esplodenti alle persone ritenute capaci di abusarne.
Ribadito che il cit. art. 39 ricollega il divieto di detenere armi ad un giudizio discrezionale formulato dal Prefetto in ordine alla capacità personale di abuso da parte del soggetto detentore, sindacabile, in quanto tale, esclusivamente sotto i profili dell’inesistenza dei presupposti e dell'illogicità (Cons. giust. sic. 11 ottobre 1999 n.429; T.A.R. Catanzaro 4 marzo 2002 n.492, Consiglio Stato sez. VI 06 ottobre 2005 , n. 5424).


REPUBBLICA    ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania

Sezione Quinta

Composto dai signori

Antonio Onorato                     presidente

Andrea Pannone                      consigliere

Paolo Carpentieri                     consigliere

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso n. 10587 del 2002 proposto da Pasquale Palumbo, rappresentato e difeso dall’ avv. Giovanni Basile e con lo stesso elettivamente domiciliato in Napoli, via Tino di Camaino n. 6,

contro

la Prefettura di Napoli ed Ministero dell’interno, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, domiciliati presso l’Avvocatura distrettuale dello Stato la quale ex lege  li rappresenta e difende in giudizio,

avverso e per l’annullamento

del silenzio-rigetto formatosi sul ricorso gerarchico inoltrato il 3 maggio 2002 e del  decreto prefettizio  21 gennaio 2002 n. 12207112B16/2°Sett.A notificato il 5 aprile 2002 e contenente il divieto per il ricorrente di detenere qualsiasi arma, munizione e materiale esplodente,

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio delle Amministrazioni intimate;

Visti gli atti tutti della causa;

Viste le memorie prodotte dalle parti,

Relatore, alla camera di consiglio del 25 ottobre 2007, il presidente;

Uditi i difensori presenti: come da verbale di udienza;

Ritenuto che il ricorso è ammissibile in quanto nei casi, come quello in esame, di silenzio rigetto opposto dall’Amministrazione al ricorso gerarchico del privato,  l’oggetto del successivo ricorso giurisdizionale non è costituito dal  silenzio, bensì dal solo provvedimento di base impugnato in via gerarchica, giacché  in tale ipotesi il comportamento omissivo dell’Amministrazione  ha valore legale tipico non di decisione di rigetto, bensì di rifiuto di annullamento, il cui concretarsi costituisce presupposto processuale per la proposizione di ricorso giurisdizionale o straordinario contro l' unico atto effettivamente emanato dalla P.A.

Ricordato che, ai sensi dell'art. 39 T.U. 18 giugno 1931 n.773, il Prefetto ha facoltà di vietare la detenzione delle armi, munizioni e materie esplodenti alle persone ritenute capaci di abusarne.

Ribadito che il cit. art. 39 ricollega il divieto di detenere armi ad un giudizio discrezionale formulato dal Prefetto in ordine alla capacità personale di abuso da parte del soggetto detentore, sindacabile, in quanto tale, esclusivamente sotto i profili dell’inesistenza dei presupposti e dell'illogicità (Cons. giust. sic. 11 ottobre 1999 n.429; T.A.R. Catanzaro 4 marzo 2002 n.492, Consiglio Stato sez. VI 06 ottobre 2005 , n. 5424).

Osservato che il provvedimento del Prefetto oggetto del presente giudizio è frutto di una valutazione compiuta  esclusivamente sulla base  di una specifica proposta pervenuta dal Commissariato di P.S. di Pozzuoli con la quale era stato comunicato che l’interessato <risulta deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli perché ritenuto responsabile dei reati previsti dagli artt. 38 TULPS in relazione all’art. 697 c.p. ed all’art.2 L. n.110/1975>,

Ribadito in via generale  che la detenzione delle armi si caratterizza, da un lato, per un'intrinseca pericolosità e, dall'altro, per la tenuità di un interesse socialmente apprezzabile, con la conseguenza che per l’adozione del decreto di divieto è sufficiente il convincimento dell'Amministrazione in ordine alla possibilità che il detentore abusi dell'autorizzazione.

Constatato che, tuttavia, nella specie  il provvedimento impugnato è stato adottato sulla base di una notizia risultata del tutto  infondata in quanto – come emerge dalla documentazione in atti - il Giudice delle indagini preliminari, su  conforme richiesta del Pubblico ministero, ha disposto l’archiviazione della notizia criminis in quanto dalla compiuta istruttoria è emerso che il ricorrente è del tutto estraneo ai fatti  che gli erano stati addebitati.

Ritenuto che, pertanto, il provvedimento prefettizio è privo dei necessari presupposti e, deve essere, pertanto, annullato,

Constatato che ricorrono comunque giusti motivi per la compensazione tra le parti delle spese di giudizio.

PQM

Il Tribunale amministrativo regionale per la Campania, Sezione V, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso indicato in epigrafe e, per l’effetto, annulla il decreto prefettizio indicato in epigrafe.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.

Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del 25 ottobre 2007.

Il PRESIDENTE Est.

(dott.  Antonio Onorato)

 
< Prec.   Pros. >