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Guardia giurata - diniego attestato idoneità - frequentazione con pregiudicato - illegittimità PDF Stampa E-mail
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. V, 11 ottobre 2007 / 17 ottobre 2007, n. 9609 (Pres. est. Onorato) 

La giurisprudenza, dalla quale la Sezione non ha ragioni di discostarsi, è fermissima nell’affermare che l' Amministrazione non può denegare l' attestato d' idoneità a guardia particolare giurata ed il connesso permesso al porto di arma adducendo il solo fatto che il richiedente si è accompagnato a pregiudicati del luogo di residenza.
Tanto perché  le suddette circostanze di per sé sole  non sono ostative al riconoscimento del requisito di buona condotta richiesto all' uopo dal T.U. 18 giugno 1931 n. 773, la cui assenza, peraltro, deve essere dimostrata dalla P.A. (Cfr. Corte cost. 25 luglio 1996 n. 311, 28 luglio 1976 n. 207, 6 luglio 1965 n. 61, 9 giugno 1965 n. 45, 31 marzo 1994 n. 108 e 16 dicembre 1993 n. 440, TAR Campania    2 maggio 1996 n. 163 e 17 luglio 2002  n. 4193 ;Cons. Stato Sez.I par. 6 marzo 2002 n. 1165 e Sez. IV  31 marzo 2003 n. 1671).

 
REPUBBLICA ITALIANA 

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO       

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA CAMPANIA

SEZIONE QUINTA

Composto dai Signori: 

Antonio Onorato                                                         Presidente

Andrea Pannone                                                         Componente

Paolo Carpentieri                                                       Componente

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul  ricorso n. 4544 del 2007  proposto da Bartolomeo Casaburi, rappresentato e difeso dagli avv.ti Ferdinando Scotto   e Luigi  Raia  con gli stessi elettivamente domiciliato in Napoli, via Caracciolo n.15,

contro

l’Ufficio territoriale del Governo  di Napoli e  il Ministero dell’interno, in persona dei rispettivi legali rappresentanti  pro tempore,  costituiti in giudizio rappresentati e difesi dall’Avvocatura distrettuale dello Stato   e con la stessa ex lege  domiciliati in Napoli, via Diaz n. 11,,

per l’annullamento

del provvedimento 15 maggio 2007 n. 275/16B area 1 quater di revoca dell’ autorizzazione allo svolgimento dell’attività di guardia giurata e del rinnovo della licenza per il porto d’armi e di ogni atto presupposto, 

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione intimata,

Vista l’ordinanza  collegiale  6 settembre 2007 e la documentazione in base alla stessa acquisita,

Viste le memorie prodotte dalle parti,

Relatore, alla camera di consiglio dell’11 ottobre il presidente,

Uditi i difensori come da verbale e ritenuto  quanto segue:

Ritenuto e considerato in

FATTO e DIRITTO

1-Come è stato rappresentato ai difensori presenti nel corso della camera di consiglio fissata per l’esame della domanda cautelare, il ricorso può essere immediatamente definito nel merito con sentenza redatta in forma semplificata in quanto manifestamente fondato.

2-Il provvedimento 15 maggio 2007   in questa sede impugnato, come si apprende dalla sua lettura, dispone la revoca del decreto di autorizzazione allo svolgimento dell’attività di guardia giurata e del porto di arma nella considerazione che in occasione di un controllo di polizia  <è stato notato a bordo di una autovettura in cui viaggiava  una persona pregiudicata, ritenuta appartenente ad organizzazione criminale> .

Nell’atto, invece:

a)-  non si fa alcun accenno alla circostanza che l’interessato svolge l’attività lavorativa sopra indicata da oltre 25 anni  senza che in relazione alla sua attività, per quanto risulta, siano stati mossi rilievi di sorta;

 b)-non sono spiegate le ragioni per le quali sono state ritenute irrilevanti le controdeduzioni formulate dopo la ricezione della comunicazione dell’avvio del procedimento;

c)- non è in alcun modo illustrato il motivo per cui è stata assegnata  rilevanza decisiva  all’unico controllo positivo, ignorando viceversa le gravi conseguenza che derivano al ricorrente ed alla sua famiglia dalla perdita del lavoro finora svolto, per quanto risulta, nel pieno rispetto della legge.

Di qui la fondatezza dei vari motivi di ricorso che possono essere esaminati congiuntamente.    

3-Innanzitutto, deve essere ricordato che la giurisprudenza, dalla quale la Sezione non ha ragioni di discostarsi, è fermissima nell’affermare che l' Amministrazione non può denegare l' attestato d' idoneità a guardia particolare giurata ed il connesso permesso al porto di arma adducendo il solo fatto che il richiedente si è accompagnato a pregiudicati del luogo di residenza.

Tanto perché  le suddette circostanze di per sé sole  non sono ostative al riconoscimento del requisito di buona condotta richiesto all' uopo dal T.U. 18 giugno 1931 n. 773, la cui assenza, peraltro, deve essere dimostrata dalla P.A. (Cfr. Corte cost. 25 luglio 1996 n. 311, 28 luglio 1976 n. 207, 6 luglio 1965 n. 61, 9 giugno 1965 n. 45, 31 marzo 1994 n. 108 e 16 dicembre 1993 n. 440, TAR Campania    2 maggio 1996 n. 163 e 17 luglio 2002  n. 4193 ;Cons. Stato Sez.I par. 6 marzo 2002 n. 1165 e Sez. IV  31 marzo 2003 n. 1671).

4-L' art. 11 T.U. 18 giugno 1931 n. 773 prevede due ipotesi in ordine alla revoca delle autorizzazioni di polizia: la mancanza sopravvenuta, totale o parziale delle condizioni alle quali le autorizzazioni sono subordinate e il sopraggiungere o l' evidenziarsi di circostanze che ne avrebbero imposto o consentito il diniego; nel primo caso il provvedimento è vincolato, nel secondo caso è invece discrezionale e deve essere adeguatamente motivato.

Orbene, nel caso in esame, il provvedimento impugnato non è riconducibile né alla prima che alla seconda ipotesi in quanto, da una parte, il fatto che il ricorrente per una sola vota sia stato visto in compagnia di un pregiudicato senza che neppure sia stato dimostrato che fosse consapevole di tale situazione non avrebbe di certo reso necessario il diniego del titolo e del successivo rinnovo dei titoli autorizzatori e, dall’altra parte, non è stata evidenziata alcuna circostanza  nuova ed a tal punto rilevante da essere di per se sola impeditivi del rilascio del titolo.    .

5-Quanto sopra comporta l’accoglimento del ricorso e l’annullamento del provvedimento impugnato.

4-Ricorrono, tuttavia, sufficienti motivi per la compensazione tra le parti delle spese di giudizio con onere, tuttavia, per l’Amministrazione i rimborsare al ricorrente quanto anticipato per contributo unificato.

PQM

Il Tribunale amministrativo regionale per la Campania, Quinta Sezione, definitivamente pronunciando sul ricorso indicato in epigrafe, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.

Spese compensate.

Il contributo unificato è a carico dell’Amministrazione soccombente

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.

Così deciso in Napoli nella camera di consiglio dell’11 ottobre 2007.

Il PRESIDENTE EST

(dott. Antonio Onorato)

 
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