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Rilascio patentino vendita generi di monopolio - condizioni PDF Stampa E-mail
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. III, 12 luglio 2007 / 11 settembre 2007, n. 7485 (Pres. Scafuri, est. Maddalena) 

E' riservata all'Amministrazione ogni valutazione in ordine all'assetto della rete distributiva dei generi di monopolio, tale da assicurare un'elasticità più aderente alla domanda dei consumatori ed alle finalità economico-commerciali dell'azienda dei monopoli, con conseguente ampia discrezionalità nell'accertamento delle esigenze di vendita dei generi di monopolio, non sindacabile in sede giurisdizionale se non sotto il profilo di evidente erroneità dei presupposti ovvero di macroscopica illogicità.
Sulla questione della distanza dalle altre rivendite, tuttavia, osserva il collegio che invero, tale elemento è del tutto irrilevante ai fini della concessione del patentino, poiché i criteri in considerazione non sono stabiliti con riferimento alle distanze, ma sono quelli contenuti nella citata circolare del  25.9.2005, che in considerazione del carattere di complementarità del servizio svolto mediante i patentini rispetto a quello delle rivendite ordinaria, chiarisce che è elemento preferenziale il prolungato orario di apertura dell’esercizio, il diverso giorno di riposo e l’assenza nelle tabaccherie viciniori di distributori automatici( cfr.  TAR Campania, sez. III, 418 del 2003).
In sostanza il patentino svolge una funzione integrativa e sussidiaria della normale rete di vendita, e tende a rendere, con una offerta più comoda, maggiormente attiva una domanda potenziale di generi di monopolio, che è già sostanzialmente presente nella zona, per cui l'Amministrazione competente deve valutare solo l'interesse pubblico a garantire la maggiore capillarità del settore di vendita, e non l'interesse dei rivenditori vicini.  Resta fermo tuttavia il potere di valutare se l’estensione del servizio sia correlata ad obiettive esigenze di servizio, tali da giustificare l’estenzione della rete di vendita al pubblico.

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione III, composto dai Signori:

1) Dott.  Angelo Scafuri                       Presidente

2) Dott.ssa Maria Laura Maddalena    giudice  rel

3). Alfredo Storto                                giudice

ha pronunciato la seguente

 

SENTENZA

sul ricorso n.  2835/2005  proposto da  Carpe Diem di Cinzia Napolano & C.(già di Diego Palombo & C.), rappresentata e difesa dall’avv.  Luigi Adinolfi, elettivamente domiciliata, in Napoli, presso l’avv. Stefano Sorgente, in via Po, n. 1 ;

CONTRO

L’azienda autonoma monopoli di Stato – ispettorato compartimentale di Napoli, , in persona del legale rappresentante pro tempre, rappresentato e difeso dall’avvocatura distrettuale dello Stato, elettivamente domiciliato in Napoli,  in via Diaz n. 11;

F.I.T. Federazione italiana tabaccai, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Corrado Diaco e dall’avv. Livia Grazzini, con domicilio eletto in Napoli via dei Mille, n. 40 e Assotabaccai, non costituita;

PER L’ANNULLAMENTO

Del provvedimento prot. n. 2372 del 4.2.2005, di rigetto dell’istanza del 17 febbraio 2004 avente ad oggetto la richiesta di concessione del patentino per la vendita di generi di monopolio in Pietramelara (CE) presso il Bar-Pizzeria sita in via Roma, n. 57; il parere della Guardia di finanza dle 14.9.2004 e del 25.10.2005; il parere dell’Asso Tabaccai di Caserta del 23.8.2004; il parere F.I.T.; qualunque atto connesso, lesivo degli interessi del ricorrente;

                                                                                              impugnati con il ricorso originario

del provvedimento n. 19299 del 12.12.2006 di rigetto  dell’istanza del 17 febbraio 2004 avente ad oggetto la richiesta di concessione del patentino per la vendita di generi di monopolio in Pietramelara (CE) presso il Bar-Pizzeria sita in via Roma, n. 57; del sopralluogo effettuato in data 10.6.2005, della comunicazione effettuata ai sensi della’rt. 10 bis della l. n. 15/2005, nonché gli atti preordinati, connesso o consequenziali;

                                                                                  impugnati con il ricorso per motivi aggiunti

Visto l’atto  ricorso nonché il ricorso per motivi aggiunti ed i relativi allegati;

visto l’atto di costituzione della amministrazione intimata e della F.I.T.;

viste le memorie depositate;

Visti gli atti tutti di causa;

Relatore alla  udienza pubblica del 12.7.2007 il Referendario Dott.ssa Maria Laura Maddalena;

Uditi gli avvocati di cui al verbale di udienza;

FATTO

La società ricorrente impugna il rigetto dell’istanza di concessione del patentino per la vendita di generi di monopolio presso l’esercizio di bar pizzeria della ricorrente.

Il diniego è motivato con riferimento all’assenza del requisito della rilevante frequentazione del locale, dedotto dal numero degli scontrini fiscali emessi nel 2003 (8.400) per un giro di affari di circa 22.500 euro, nonché perché l’esercizio è ubicato in una zona già ampiamente servita dalle altre due rivendite, poste a breve distanza.

La ricorrente deduce le seguenti doglianze:

1)         eccesso di potere per erroneo presupposto di fatto, difetto di istruttoria e violazione della circolare del 25.9.2003 n. 04/636406 perché il requisito della “rilevante frequentazione” riguarda solo i bar e non anche le pizzerie;

2)         eccesso di potere per erroneo presupposto di fatto, difetto di istruttoria e violazione della circolare del 25.9.2003 n. 04/636406 perché il numero degli scontrini non è esiguo, corrispondendo a circa 28 scontrini al giorno, e poiché l’esercizio della società ricorrente vende anche generi per i quali non è richiesto il rilascio di scontrino fiscale (ricariche telefoniche, biglietti della lotteria, ecc.); inoltre quanto alla questione delle distanze, essa non rileva ai fini del rilascio del patentino; infine, le suddette distanze non sono state correttamente accertate in sede di istruttoria e comunque esse sono superiori ai 200 m tenuto conto delle disposizioni del codice della strada;  

3)         eccesso di potere per erroneo presupposto di fatto, difetto di istruttoria e violazione della circolare del 25.9.2003 n. 04/636406 perché il locale è composto da sei stanze di cui uno di mq 30,60 destinato a bar rosticceria e un altro di mq 22 destinato a sala ristoro; inoltre non è vero che la rivendita n. 1 si trovi sulla stessa strada del locale dell’istante.

L’amministrazione intimata si è costituta per resistere al ricorso.

L’istanza cautelare è stata accolta con provvedimento del 28.4.2005, disponendosi il riesame.

Con provvedimento del 12.12.2006, l’amministrazione, riesamintata l’istanza, l’ha nuovamente rigettata sul presupposto dell’assenza dell’orario prolungato e della rilevante frequentazione e in quanto la rivendita viciniore si trova a breve distanza.

Avverso tale ultimo atto, la società ricorrente ha proposto motivi aggiunti, nei quali, oltre a riproporre le doglianze già formulate con il ricorso originario, ha dedotto le seguenti illegittimità:

1)         il requisito della rilevante frequentazione non è richiesto per le pizzerie, inoltre il numero di scontrini non rileva, attese le numerose altre attività commerciali svolte dal ricorrente che non richiedono l’emissione di scontrino fiscale (ricariche telefoniche, ecc.)

2)         le distanze dalle rivendite sono irrilevanti ai fini della concessione del patentino e in ogni caso non solo veridiche le distanze indicate nel provvedimento, come dimostra la perizia giurata agli atti, giacché la distanza deve essere calcolata secondo il percorso rispettoso di tutte le norme del codice della strada;

3)         non corrisponde al vero la circostanza della mancata osservanza dell’orario prolungati, come dimostrano 116 ricariche telefoniche effettuate dopo le 21.30 e fino alla 23.30 e gli scontrini di vendita delle lotterie istantanee;

4)         violazione dell’ordinanza del Tar n. 1417/2005 che aveva espressamente disposto il riesame sulla base della peculiare natura dell’esercizio commerciale “bar –pizzeria” della ricorrente.

 L’amministrazione resistente ha depositato una memoria eccependo l’inammissibilità del ricorso per mancata notifica ad almeno uno dei controinteressati  (i titolari delle rivendite n. 1 e 2), nonché la carenza di legittimazione ad agire della ricorrente. Nel merito, ha chiesto il rigetto del ricorso perché infondato.

Si è costituita ed ha depositato memoria anche la FIT, che ha formulato le stesse eccezioni dell’avvocatura erariale e ha chiesto il rigetto del ricorso.

Il collegio ha disposto con ordinanza n. 366 del 8.6.2007 l’acquisizione del contratto di cessione d’azienda tra il sig. Palombo e la sig. ra Napolano e della domanda originaria di rilascio di patentino con i relativi allegati.

All’odierna udienza, la causa è stata trattenuta in decisione.

DIRITTO

1. Preliminarmente devono essere esaminate le eccezioni di inammissibilità prospettate dalle parti resistenti.

1.1. Tanto la F.I.T. che l’amministrazione autonoma dei monopoli di Stato hanno eccepito l’inammissibilità del ricorso per mancata notifica ad almeno uno dei controinteressati del ricorso.

Sostengono infatti le parti resistenti che ai titolari delle rivendite n. 1 e 2 di Pietramelara doveva essere notificato il ricorso, in quanto controinteressati al rilascio del patentino.

Il collegio, pur consapevole dell’esistenza di un precedente di questa sezione in senso contrario ( cfr. sent. 7733 del 2003) ritiene di dover mutare tale indirizzo e quindi di respingere l’eccezione di inammissibilità. Ad avviso del collegio, infatti, stante la peculiare natura del patentino per la vendita dei generi di monopolio, previsto dall'art. 23 della legge 22 dicembre 1957 n.1293 e dall'art. 54 del D.P.R. 14 ottobre 1958 n. 1074, che – come più volte affermato anche da questo tribunale -   non costituisce una duplicazione delle rivendite ma un'espansione della preesistente struttura di vendita, giustificata dalla necessità del servizio pubblico nei luoghi e nei tempi in cui tale servizio non possa essere svolto dalle tabaccherie (così le circolari del ministero delle finanze del 25 giugno 1997 e n. 4/63406 del 25.9.2001), non consente di ritenere che i titolari delle rivendite possano essere qualificati come controinteressati in senso tecnico ai quali debba essere notificato il ricorso avverso il diniego di patentino. Essi sono infatti unicamente titolari di un interesse di fatto al rigetto di concessione del patentino, strumentale all’ampliamento del proprio bacino di utenza.

Non può infatti dimenticarsi che patentino “svolge una funzione integrativa e sussidiaria della normale rete di vendita e tende a rendere, con un'offerta più comoda, maggiormente attiva una domanda potenziale di generi di monopolio che è già sostanzialmente presente nella zona, per cui l'Amministrazione competente deve valutare solo l'interesse pubblico a garantire la maggiore capillarità del settore di vendita” (cfr. Tar Campania, Napoli, III,sezione n. 418 del 27 gennaio 2003).

1.2. Anche l’eccezione di carenza di legittimazione attiva della odierna ricorrente (Cinzia Napolano) in quanto persona diversa dal richiedente il patentino e destinatario del provvedimento di rigetto che qui di impugna ( Diego Palumbo) deve essere respinta.

La richiesta di rilascio del patentino, presentata dal Palumbo, è stata evidentemente effettuata – pur in mancanza di espresse specificazioni in merito -  in qualità di titolare dell’esercizio bar pizzeria  Carpe Diem s.a.s., del quale egli era all’epoca socio accomandatario.

Di tale circostanza peraltro doveva essere consapevole la stessa amministrazione autonoma dei monopoli dal memento che nell’istruttoria compiuta dalla Guardia di finanza del 14.9.2004 al punto 11 si precisa che in data 16.4.2004 a seguito di cessione di quote sociali, la società ha cambiato denominazione e socio accomandatario. L’atto di cessione di quote sociali depositato dalla ricorrente ha ulteriormente confermato tale circostanza.  

 Pertanto, deve ritenersi che, ai fini della legittimazione processuale nel presente giudizio, e a prescindere da ogni considerazione sulla natura personale dell’autorizzazione per il rilascio del patentino, sia del tutto irrilevante l’intervenuta cessione – nelle more della conclusione del procedimento – di quote sociali a Cinzia Napolano, già socia accomandate, divenuta poi socia accomandataria. Non vi è stato infatti alcun trasferimento di azienda da un soggetto ad un altro ma solo una diversa distribuzione delle quote sociali tra i due precedenti soci, cioè all’interno della stessa società, e quindi un avvicendamento nella carica di socio accomandatario. Il nuovo socio accomandatario, rappresentante legale della società, è pertanto legittimato a proporre ricorso nell’interesse della società, ancorché per l’impugnazione di un diniego su di un’istanza formulata dal precedente rappresentante legale.

2. Nel merito, il ricorso originario e quello per motivi aggiunti. devono essere accolti, per le ragioni che si diranno.

Tanto il primo provvedimento di diniego (impugnato con il ricorso originario) che il successivo provvedimento, adottato in esecuzione dell’ordinanza cautelare di questa sezione (impugnato con il ricorso per motivi aggiunti) presuppongono tra i requisiti per il rilascio del patentino quello della “rilevante frequentazione”.

Tale prospettazione è stata contestata dalla ricorrente con il primo motivo del ricorso originario e dei motivi aggiunti, sostenendo che il requisito della rilevante frequentazione non è richiesto per le pizzerie ma solo per i bar e che pertanto non può applicarsi all’esercizio della ricorrente che è un bar pizzeria.

La doglianza deve essere accolta.

La circolare dell’amministrazione autonoma dei monopoli di stato del 25.9.2001 prevede infatti che i patentini possano essere istituiti presso ristoranti e pizzerie ma non menziona per detti esercizi anche il requisito della “rilevante frequentazione” prescritto invece per i bar.

Essendo l’esercizio della ricorrente non solo un bar ma anche una pizzeria, appare evidente che il requisito della “rilevante frequentazione” non può essere ritenuto necessario, altrimenti si finirebbe per aggravarne la posizione rispetto ad un altro esercizio che svolge solo l’attività di ristorazione.

Con il secondo motivo di ricorso e con il secondo dei motivi aggiunti, la ricorrente contesta anche l’altro profilo motivazionale posto a base del diniego di rilascio di patentino: l’esigua distanza dalle altre rivendite autorizzate.

Va preliminarmente rilevato che – come ha più volte affermato la giurisprudenza amministrativa - è riservata all'Amministrazione ogni valutazione in ordine all'assetto della rete distributiva dei generi di monopolio, tale da assicurare un'elasticità più aderente alla domanda dei consumatori ed alle finalità economico-commerciali dell'azienda dei monopoli, con conseguente ampia discrezionalità nell'accertamento delle esigenze di vendita dei generi di monopolio, non sindacabile in sede giurisdizionale se non sotto il profilo di evidente erroneità dei presupposti ovvero di macroscopica illogicità.

Sulla questione della distanza dalle altre rivendite, tuttavia, osserva il collegio che invero, tale elemento è del tutto irrilevante ai fini della concessione del patentino, poiché i criteri in considerazione non sono stabiliti con riferimento alle distanze, ma sono quelli contenuti nella citata circolare del  25.9.2005, che in considerazione del carattere di complementarità del servizio svolto mediante i patentini rispetto a quello delle rivendite ordinaria, chiarisce che è elemento preferenziale il prolungato orario di apertura dell’esercizio, il diverso giorno di riposo e l’assenza nelle tabaccherie viciniori di distributori automatici( cfr.  TAR Campania, sez. III, 418 del 2003).

In sostanza il patentino svolge una funzione integrativa e sussidiaria della normale rete di vendita, e tende a rendere, con una offerta più comoda, maggiormente attiva una domanda potenziale di generi di monopolio, che è già sostanzialmente presente nella zona, per cui l'Amministrazione competente deve valutare solo l'interesse pubblico a garantire la maggiore capillarità del settore di vendita, e non l'interesse dei rivenditori vicini.  Resta fermo tuttavia il potere di valutare se l’estensione del servizio sia correlata ad obiettive esigenze di servizio, tali da giustificare l’estenzione della rete di vendita al pubblico.

Le restanti doglianze svolte nel ricorso originario, alla luce di tali considerazioni, possono dunque essere assorbite, presupponendo esse la contestazione delle modalità di accertamento della rilevante frequentazione attraverso il numero degli scontrini rilasciati.

Quanto al terzo dei motivi aggiunti, con cui la ricorrente lamenta in sostanza l’inattendibilità dell’accertamento compiuto dalla amministrazione circa l’assenza dell’orario prolungato, come dimostrerebbero 116 ricariche telefoniche effettuate dopo le 21.30 e fino alla 23.30 e gli scontrini di vendita delle lotterie istantanee, alcuni dei quali emessi anteriormente alla data in cui l’istruttoria è stata effettuata, il collegio ritiene che la censura debba trovare accoglimento.

L’accertamento circa il rispetto dell’orario prolungato da parte dell’esercizio della ricorrente è stato condotto, a seguito della rinnovazione dell’istruttoria effettuata su impulso dell’ordinanza cautelale di questo tribunale, in data 10 giugno 2005, sugli scontrini emessi in un limitato campione di giorni (15/17 dicembre 2004 e 11/15 gennaio 2005) e inoltre, pur dandosi atto della presenza di un’attività di ricariche telefoniche e di raccolta scommesse on line, non se ne è documentata l’entità. In questo quadro, appare riscontrato il vizio di eccesso di potere per difetto di istruttoria.

Va infine disposto l’assorbimento dell’ultimo dei motivi aggiunti.

In conclusione, il ricorso e i motivi aggiunti devono essere accolti con conseguente annullamento dei provvedimenti impugnati e obbligo per l’amministrazione di rideterminarsi tenendo conto di quanto detto in motivazione.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.

P. Q. M.

            Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania – Napoli - Sezione terza  accoglie il ricorso in epigrafe e i motivi aggiunti e per l’effetto annulla i provvedimenti impugnati.

Condanna l’amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e la FIT, in solido tra loro, al pagamento delle spese di lite del presente giudizio, che liquida in complessivi euro 2.000, oltre alla rifusione di quanto anticipato a titolo di contributo unificato.

            Ordina all'Autorità amministrativa di dare esecuzione alla presente sentenza.

Così deciso in Napoli, nella camera di consiglio del      12 luglio 2007

Presidente  dott. Angelo Scafuri     

giudice  est. dott.ssa  Maria Laura Maddalena

 

 
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