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Ordinanza contingibile ed urgente in materia di igiene e sanità pubblica - presupposti PDF Stampa E-mail
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. V, 22 marzo 2007 / 26 marzo 2007, n. 2824 (Pres. est. Onorato) 

L'esercizio del potere di emanare ordinanze contingibili ed urgenti, attribuito al Sindaco, presuppone la necessità di provvedere con immediatezza in ordine a situazioni di natura eccezionale ed imprevedibile, cui non si potrebbe far fronte mediante ricorso agli strumenti ordinari apprestati dall'ordinamento (Consiglio di Stato, sezione quinta, 4 febbraio 1998, n. 125).
Occorre, inoltre, che sussista e sia indicata nel provvedimento impugnato una situazione di pericolo quale ragionevole probabilità che accada un evento dannoso nel caso in cui l'Amministrazione non intervenga prontamente( T.A.R. Campania Salerno, sez. I 1 dicembre 2005  n. 2494, T.A.R. Friuli Venezia Giulia Trieste 20 ottobre 2005  n. 838, T.A.R. Calabria Catanzaro, sez. II, 08 luglio 2005 , n. 1154).
Il collegamento con le esigenze di protezione dell'igiene e della salute pubblica, pur rappresentando un presupposto necessario per giustificare il ricorso al potere di ordinanza contingibile ed  urgente, tuttavia, non appare sufficiente ove non sussistano gli ulteriori particolari requisiti di urgenza e, quindi, di pericolo per la pubblica incolumità, sopra evidenziati (Consiglio di Stato, Sezione quinta, 2 aprile 2001, n. 1904).


REPUBBLICA  ITALIANA

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE

PER LA CAMPANIA

NAPOLI

QUINTA  SEZIONE

nelle persone dei Signori:

Antonio Onorato               Presidente

Andrea Pannone               Consigliere

 Paolo Carpentieri             Consigliere

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul  ricorso n. 817/2007  proposto da Giuseppina Longo, Carmela Maria Tortora, Maria Ada Tortora  e Francesca Tortora, rappresentate e difese dall’ avv. Francesco Miani e con lo stesso elettivamente domiciliate in Napoli, via Toledo n. 116 ,

contro

il Comune di Casamarciano, in persona del Sindaco pro-tempore, costituito in giudizio rappresentato e difeso dalol’avv. Domenico Vitale e con lo stesso  selettivamente domiciliato in Napoli, via dei Mille n. 13,

per l'annullamento

dell’ordinanza 8 febbraio 2007 n. 2 con la quale è stato ordinato lo sgombero dei cani detenuti sul fondo ubicato in strada comunale S. Maria,

Visto il ricorso,

Visti gli atti e i documenti depositati con il ricorso;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune intimato,

Visti i motivi aggiunti depositati il 9 marzo 2007 con i quali la parte ricorrente ha impugnato la nota del responsabile del procedimento 15 febbraio 2007 n. 1695 che ha autorizzato la restituzione alla ricorrente dei cani  trasferiti come da verbale redatto il giorno precedente e di ogni altro atto connesso e/o conseguente,

Viste le memorie prodotte,

Relatore alla camera di consiglio del 22 marzo 2007 il presidente,

Uditi i difensori delle parti come da verbale,

FATTO e DIRITTO

1-Come è stato rappresentato ai difensori delle parti presenti alla camera di consiglio fissata per l’esame della domanda cautelare, il ricorso può essere immediatamente decisione nel merito con sentenza redatta in forma semplificata, in quanto manifestamente fondato. 

2- Il provvedimento impugnato costituisce un'ordinanza contingibile ed urgente emanata dal Sindaco.

Infatti, a giustificazione del provvedimento impugnato viene richiamato soltanto l'articolo 50 T.U. 18 agosto 2000 n. 267 che prevede, appunto, il potere di emanare tal tipo di ordinanze a tutela  dell’igiene e sanità pubblica.

3-Così qualificato il provvedimento impugnato va preliminarmente puntualizzato che l'esercizio del potere di emanare ordinanze contingibili ed urgenti, attribuito al Sindaco, presuppone la necessità di provvedere con immediatezza in ordine a situazioni di natura eccezionale ed imprevedibile, cui non si potrebbe far fronte mediante ricorso agli strumenti ordinari apprestati dall'ordinamento (Consiglio di Stato, sezione quinta, 4 febbraio 1998, n. 125).

Occorre, inoltre, che sussista e sia indicata nel provvedimento impugnato una situazione di pericolo quale ragionevole probabilità che accada un evento dannoso nel caso in cui l'Amministrazione non intervenga prontamente( T.A.R. Campania Salerno, sez. I 1 dicembre 2005  n. 2494, T.A.R. Friuli Venezia Giulia Trieste 20 ottobre 2005  n. 838, T.A.R. Calabria Catanzaro, sez. II, 08 luglio 2005 , n. 1154).

Il collegamento con le esigenze di protezione dell'igiene e della salute pubblica, pur rappresentando un presupposto necessario per giustificare il ricorso al potere di ordinanza contingibile ed  urgente, tuttavia, non appare sufficiente ove non sussistano gli ulteriori particolari requisiti di urgenza e, quindi, di pericolo per la pubblica incolumità, sopra evidenziati (Consiglio di Stato, Sezione quinta, 2 aprile 2001, n. 1904).

4. Nel caso in esame il provvedimento impugnato pur affermando, in modo apodittico, che risulta la necessità di disporre l’allontanamento del cani e il risanamento dell’area, non indica nessuno dei presupposti sopraindicati, ovvero la necessità di intervenire prontamente, per evitare un pericolo incombente, in ordine ad una situazione eccezionale ed imprevedibile né fa accenno all’impossibilità di adottare misure ordinarie (T.A.R. Veneto Venezia, sez. III, 25 maggio 2005 , n. 2174, T.A.R. Toscana Firenze, sez. II, 09 aprile 2004  n. 1006).

Anzi, nella fattispecie, la necessità di intervenire prontamente e l’effettiva ricorrenza di un’emergenza sanitaria sembrano escluse dalla circostanza che la vicenda dei cani de quibus è annosa ed ha più volte visti impegnati gli Uffici comunali e quelli della USL., come è confermato dal fatto che fin dal 4 ottobre 2005 risulta depositata presso gli Uffici comunali  la planimetria del terreno della ricorrente riportante i  box per cani.

Certamente non è escluso che, in presenza di una eventuale  situazione di irregolarità nella collocazione dei cani, l’Amministrazione possa intervenire; tuttavia, mancando i presupposti dell’urgenza, ciò potrà fare solo a seguito di un’adeguata istruttoria ed  utilizzando i poteri ordinari e tipici per far fronte a tali necessità.

Del resto, l’atto impugnato risulterebbe illegittimo anche a volerlo qualificare, contrariamente a quanto emerge dal dato normativo richiamato nello stesso, quale provvedimento ordinario poiché, in quest'ultimo caso, risulterebbe evidentemente fondata la censura diretta ad evidenziare le violazioni procedimentali di cui agli articoli 7 ed 8 della legge n. 241 del 1990, non essendo stato comunicato l'avvio del procedimento amministrativo al destinatario del provvedimento finale e, principalmente, essendo stato compiuto il sopralluogo senza alcun garanzia di contraddittorio.

5- Per tali ragioni il ricorso va accolto il ricorso principale e, per l'effetto, va annullato il provvedimento  sindacale con lo stesso impugnato.

Ne consegue inevitabilmente l’accoglimento dei motivi aggiunti con i quali sono stati impugnati gli atti esecutivi della predetta ordinanza e quelli adottati a seguito dell’accoglimento della domanda di misure cautelari provvisorie.

Sussistono giustificate ragioni per la compensazione tra le parti delle spese di causa.

PQM

Il Tribunale amministrativo regionale per la Campania, Sezione V, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso indicato in epigrafe e, per l’effetto, annulla il provvedimento con lo stesso impugnato.

Spese compensate.

Il contributo unificato anticipato dalla parte ricorrente deve essere posto a carico dell’Amministrazione soccombente.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.

Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del 22 marzo 2007.

IL PRESIDENTE EST

(dott.Antonio Onorato)

 
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