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Accertamento di conformità - silenzio della P.A. - natura PDF Stampa E-mail
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. VI, 08 maggio 2006 / 07 settembre 2006, n. 7958 (Pres. Perrelli, est. Zeuli) 

Per giurisprudenza costante, anche di questo Tribunale, (cfr. in tal senso T.A.R. Campania Napoli, sez. VI, 5 maggio 2005, n. 5484 )  - dalla quale non vi sono motivi per discostarsi, né emergono dal ricorso  elementi idonea a confutare tale impostazione - la fattispecie di cui all’art. 13 L. 47/85, oggi sostituita dall’art.36 Testo Unico Edilizia approvato con DPR n. 380 del 2001, ha natura di atto tacito di reiezione dell'istanza (e quindi di silenzio-significativo e non di silenzio-rifiuto). Ne consegue che tale provvedimento, in quanto tacito, esonera la PA dal fornire una risposta esplicita sull’istanza – e dunque non è configurabile a suo carico un’omissione di pronuncia, diversamente da quanto sostenuto da parte ricorrente.

conforme: TAR Napoli, Sez. II, 06 luglio 2006 / 07 settembre 2006, n. 7975 (Pres. Onorato, est. Russo)  

Sul punto, amplius: Silenzio-inadempimento della P.A.: ipotesi critiche al vaglio del Giudice amministrativo napoletano (in questa rivista)

 

REPUBBLICA ITALIANA   

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO        

IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE

per la CAMPANIA – NAPOLI   Sezione VI             

ha pronunciato la seguente      

 

SENTENZA

sul  ricorso  n. 1686 del  2006  proposto da

Salvatore Iacono rappresentato e difeso da: Avv. to Lucrezia Galano con studio in Lacco Ameno alla via Caccaviello n.16 e quindi da intendersi legalmente domiciliato presso Segreteria TAR;

contro

 COMUNE DI FORIO

non costituito

per l’annullamento

a) del silenzio rifiuto formatosi per l’inutile decorso del termine di 60 giorni indicato dall’art.13 L.47/1985 per l’esame della domanda di sanatoria prodotta ai sensi dell’art.13 citato;

di tutti gli altri atti preordinati, connessi e consequenziali, comunque lesivi della posizione soggettiva del ricorrente.

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visti gli atti tutti della causa;

Uditi alla pubblica udienza dell’8 maggio 2006,  relatore il Referendario dott. Sergio Zeuli,  i difensori, come da verbale;

Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue:

FATTO E DIRITTO

Con atto notificato in data 21 febbraio 2006  e depositato il successivo giorno 13 marzo il ricorrente impugnava la fattispecie meglio descritta in epigrafe esponendo, all’uopo, che l’amministrazione intimata aveva violato la legge serbando il silenzio sull’istanza da lei presentata ai sensi dell’art.13 L.47/85 avente ad oggetto opere edili da lui eseguite in Forio alla via “G. Castellaccio”.

Nella prospettazione attorea, quest’ultima norma impone infatti alla PA di pronunciarsi entro un termine predeterminato, avendo chiaramente una funzione sollecitatoria. Conseguentemente per tale motivo, e perché il provvedimento così emesso era del tutto privo di motivazione, si doveva ritenere illegittimo il comportamento serbato nell’occorso dalla PA.

 La causa, dopo le conclusioni dei difensori, come da verbale, veniva spedita in decisione all’odierna udienza.

Il ricorrente, come detto in fatto, deduce esclusivamente l’illegittimità del comportamento della PA sotto il duplice profilo dell’inadempimento all’obbligo di pronunciarsi su di essa incombente e perché, conseguentemente, la stessa non avrebbe dato adeguata contezza dei motivi che la indussero a rigettare l’istanza di sanatoria, contravvenendo al disposto di cui all’art.3 L.241/90.

Nella ricostruzione attorea è perciò evidente che la fattispecie di cui all’art.13 L.47/1985 venga considerata quale ipotesi di cd. “silenzio rifiuto”.

Al contrario, va osservato che per giurisprudenza costante, anche di questo Tribunale, (cfr. in tal senso T.A.R. Campania Napoli, sez. VI, 5 maggio 2005, n. 5484)  - dalla quale non vi sono motivi per discostarsi, né emergono dal ricorso  elementi idonea a confutare tale impostazione - la fattispecie di cui all’art. 13 L. 47/85, oggi sostituita dall’art.36 Testo Unico Edilizia approvato con DPR n. 380 del 2001, ha natura di atto tacito di reiezione dell'istanza (e quindi di silenzio-significativo e non di silenzio-rifiuto). Ne consegue che tale provvedimento, in quanto tacito, esonera la PA dal fornire una risposta esplicita sull’istanza – e dunque non è configurabile a suo carico un’omissione di pronuncia, diversamente da quanto sostenuto da parte ricorrente.

Da tale configurazione discende altresì che tale atto è di per sè privo di motivazione e quindi che esso  è impugnabile non per difetto di motivazione, bensì per il suo contenuto di rigetto.  Orbene, il ricorrente non ha formulato rilievi in ordine a quest’ultimo punto.

Questi motivi inducono al rigetto del ricorso.

Non v’è pronuncia sulle spese, mancando la costituzione dell’intimata.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania – sede di Napoli – Sezione VI,  respinge il ricorso n.1686/2006, meglio in epigrafe specificato, proposto da Salvatore Iacono. Nulla sulle spese.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa.

Così deciso in Napoli, nella Camera di Consiglio dell’8 maggio 2006, con l’intervento dei Magistrati.

Michele Perrelli                        Presidente 

Maria Abbruzzese                   Correlatore

Sergio  Zeuli                            Relatore- est.

Ultimo aggiornamento ( venerdì 08 settembre 2006 )
 
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