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Appalti di lavori pubblici - requisiti - impresa cedente PDF Stampa E-mail
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR NA, Sez. I., 1 marzo 2006, n. 3108 

In caso di trasferimento di azienda, l’impresa che partecipa ad una gara può avvalersi dei requisiti posseduti dalle imprese cedenti. Ed invero la ragione delle operazioni di fusione, incorporazioni, cessioni di ramo d’azienda ed operazioni similari, consiste proprio nella possibilità, per la società acquirente, di utilizzare i requisiti tecnici e professionali propri delle imprese cedute. Tale principio, che trova un addentellato normativo nella disciplina sugli appalti di lavori pubblici, deve ritenersi applicabile anche nel settore degli appalti di servizi.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Tribunale Amministrativo Regionale Per La Campania- Napoli

Prima Sezione

composto dai Signori:

Fabio               Donadono                               Presidente

Paolo               Corciulo                                  Componente

Michele            Buonauro                                Componente est.

ha pronunziato la seguente

 

S E N T E N Z A

sul  ricorso n. 99 del 2006  proposto da:

AM GENERAL CONTRACTOR S.P.A.

 

rappresentato e difeso da:

RICCIARDI DARIO

MUNARI FRANCESCO

con domicilio eletto in NAPOLI

VIA SIMONE MARTINI N. 46

presso

RICCIARDI DARIO  

 

contro

 

UNIVERSITA' STUDI DI NAPOLI - FEDERICO II 

rappresentato e difeso da:

NAPOLITANO LUIGI

con domicilio eletto in NAPOLI

VIA C.CONSOLE,3,C/O AVV.MARONE

presso la sua sede

 

RETTORE UNIVERS.STUDI NAPOLIFEDERICO II   

 

UNIVERSITA' STUDI FEDERICO II - POLO  SCIENZE E TECNOLOGIE  

 

e nei confronti di

 

SOCIETA' GRADED S.P.A.

Rappresentata e difesa dagli avv.ti Raffaele Ferola e Bianca Luisa Napoletano, presso i quali domicilia in Napoli, Piazza della Repubblica 2;

 

per l'annullamento, previa sospensione dell'esecuzione,

 

del provvedimento di aggiudicazione, contenuto nella lettera dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, comunicata a mezzo telefax in data 1 dicembre 2005, della gara 5/S/2005 relativa al servizio di conduzione e manutenzione degli impianti tecnologici di tutti i complessi afferenti al Polo delle Scienze e delle Tecnologie;

- di ogni altro atto comunque presupposto, connesso e consequenziale.

Nonché sul ricorso incidentale proposto da

SOCIETA' GRADED S.P.A.

Rappresentata e difesa dagli avv.ti Raffaele Ferola e Bianca Luisa Napoletano, presso i quali domicilia in Napoli, Piazza della Repubblica 2;

 

per l’annullamento

del provvedimento di ammissione alla gara in oggetto di A.M. General Contractor;

Visto il ricorso principale, il ricorso incidentale ed i relativi allegati;

Letti tutti gli atti di causa;

Relatore alla pubblica udienza del 01.03.06, il dott. Michele Buonauro;

uditi gli avvocati delle parti costituite come da verbale d’udienza;

Ritenuto in fatto

Con il ricorso principale, la società ricorrente A.M. Generale Contractor (d’ora in poi A.M.G.C.), premesso che l’amministrazione resistente ha bandito la gara di appalto a procedura aperta, indetta per l’affidamento quinquennale del servizio di conduzione e manutenzione degli impianti tecnologici di tutti i complessi afferenti al Polo delle Scienze e Tecnologie, secondo il criterio del massimo ribasso, esponeva in fatto:

- che sulla scorta dei criteri ivi stabiliti, sulle sei ditte partecipanti, la ricorrente risultava aggiudicataria provvisoria, avendo offerto un ribasso pari al 43,25%;

- l’amministrazione, avendo calcolato la soglia di anomalia, invitava la ricorrente A.M.G.C., nonché la seconda classificata costituienda A.T.I. Graded S.p.a. (d’ora in poi Graded s.p.a.), a fornire chiarimenti sull’offerta;

- a seguito di una serie di precisazioni richieste dall’amministrazione, la A.M.G.C. veniva esclusa dalla gara con verbale n. 6 del 28.10.2005 in quanto l’offerta veniva ritenuta non congrua, nonostante i chiarimenti forniti dalla società;

- viceversa la valutazione dell’anomalia dell’offerta presentata dalla Graded S.p.a. aveva esito positivo, onde la Commissione proponeva l’assegnazione dell’appalto a quest’ultima.

Con il ricorso principale A.M.G.C. impugna i provvedimenti in epigrafe indicati, chiedendone l’annullamento, perché adottati in violazione di molteplici norme sostanziali e procedimentali, ed in particolare per violazione dell’art. 25, commi 2 e 3, del d.lgs. 157/95, nonché per difetto ed illogicità della motivazione  e per violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, poiché i chiarimenti forniti dall’impresa, oltre ad essere conformi alle disposizioni del bando e del C.S.A., evidenziavano congrue giustificazioni tecniche.

Costituitesi l’amministrazione resistente e la società controinteressata, contrastavano il ricorso, ritenendolo in parte inammissibile e, comunque, chiedendone l’integrale rigetto nel merito.

La società controinteressata, con ricorso incidentale,  impugnava l’ammissione della A.M.G.C. alla gara, difettando i requisiti di partecipazione stabiliti dai punti 4.a) e 14.a) del bando, poiché la ricorrente principale non poteva vantare un’iscrizione ultradecennale nel registro delle imprese, e comunque il ramo d’azienda confluito nella A.N.G.C. non aveva la competenza tecnica specifica richiesta dal bando.

All’udienza del 01.03.2006, il ricorso è stato discusso e ritenuto per la decisione.

Considerato in diritto

Va data priorità all’esame delle censure prospettate nel ricorso incidentale. Ed invero, nel caso di specie la proposizione del ricorso incidentale tende a paralizzare l’azione principale sollevando questioni (esclusione della partecipazione della ricorrente principale) che si riverberano sull’interesse a ricorrente di quest’ultima, onde assumono carattere di priorità logica nella decisione della controversia.

Tanto premesso, il ricorso incidentale  è infondato nel merito e va rigettato atteso che la valutazione dell’ammissione della ricorrente principale da parte della stazione appaltante, nel caso di specie, non evidenzia le illegittimità di cui al ricorso.

I punti 4.a) e 14.a) del bando prevedono che le imprese concorrenti devono possedere l’iscrizione nel registro delle imprese da almeno 10 anni. Nel caso della A.M.G.C. la stessa, pur non avendo tale requisito, ha versato in atti  la documentazione relativa alla cessione del ramo d’azienda dell’Ansaldo Industria s.p.a. ad Ansaldo Montaggio (poi divenuta A.M.G.C.) avvenuta il 30 dicembre 1996, di modo che essa, avvalendosi della pregressa iscrizione della società cessionaria del ramo di azienda, ha integrato il requisito della iscrizione ultradecennale prevista nel bando.

Sul punto va condiviso l’orientamento giurisprudenziale, assunto sulla scorta delle indicazioni provenienti dall’ordinamento comunitario, secondo cui in caso di trasferimento di azienda, l’impresa che partecipa ad una gara può avvalersi dei requisiti posseduti dalle imprese cedenti. Ed invero la ragione delle operazioni di fusione, incorporazioni, cessioni di ramo d’azienda ed operazioni similari, consiste proprio nella possibilità, per la società acquirente, di utilizzare i requisiti tecnici e professionali propri delle imprese cedute.

Tale principio, che trova un addentellato normativo nella disciplina sugli appalti di lavori pubblici, deve ritenersi applicabile anche nel settore degli appalti di servizi, attesa la sua portata generale, tanto più che, nel caso di specie, il bando non esclude specificamente tale possibilità di “recupero” dei requisiti delle imprese cedute, onde l’iscrizione decennale ben può essere raggiunta mediante la sommatoria delle iscrizione dell’impresa concorrente con quelle delle imprese cedute.

Parimenti infondata è l’ulteriore censura sviluppata con il ricorso incidentale, secondo cui l’A.M.G.C. non poteva avvalersi comunque dei requisiti del ramo d’azienda ceduto, atteso che quest’ultimo si occupava di attività manutentiva di impianti nel settore dell’energia, industria, infrastrutture e petrolchimico, e dunque non aveva competenza tecnica specifica nel settore della manutenzione di impianti termici e di ventilazione.

A contrastare l’assunto riportato vale osservare che il bando non precisa quale dovesse essere l’oggetto specifico dell’attività svolta dalle imprese concorrenti, anche perchè il possesso dei requisiti di capacità tecnica specifica è affidato alla verifica della tipologia di lavori realizzati nel triennio antecedente l’indizione della gara ai sensi del punto 14.c) e d) del bando di gara.

L’ultimo motivo del ricorso incidentale, avendo ad oggetto la legittimità della valutazione dell’anomalia dell’offerta, può essere trattato congiuntamente all’esame del ricorso principale.

Passando dunque alle doglianze formulate dalla ricorrente principale, deve esaminarsi la censura concernente l’irrazionalità e la contraddittorietà del giudizio di anomalia dell’offerta effettuato dalla Commissione.

Tanto perché il motivo è fondato.

È noto, in punto di diritto, che gli spazi riservati al Collegio ai fini della valutazione dell’operato dell’amministrazione risentano del peculiare carattere tecnico-discrezionale dell’operato della Commissione. Sicchè, se il sindacato sulla discrezionalità tecnica, tipico della valutazione dell’anomalia dell’offerta, non può sfociare nella sostituzione dell’opinione del giudice a quella espressa dall'organo dell'amministrazione, è compito del giudice verificare se il potere amministrativo si sia esercitato con utilizzo di regole conformi a criteri di logicità, congruità e ragionevolezza (cfr., per tutte, Consiglio Stato, sez. V, 21 settembre 2005, n. 4947).

La motivazione dell’esclusione dell’offerta presentata da A.M.G.C. emerge dalla lettura del verbale n. 5 del 24.10.2005 (richiamata senza significative aggiunte nel verbale n. 6 del 28.10.2005), e si basa su due specifici punti:

- non sarebbe risultata esplicitamente rispettata la richiesta di presidio antincendio 24h/24h presente nel C.S.A., per la discordanza fra le 4.586h/annue offerte e le 8.760h/annue richieste dall’art. 8.A del C.S.A.;

- A.M.G.C., in sede di chiarimenti, ha precisato di voler assumere 4 unità lavorative di IV livello, senza dare precisazioni sulla tipologia di lavoro da instaurare.

Su questo secondo punto A.M.G.C. ha specificato che la tipologia di lavoro era quella a tempo determinato (con le connesse economie sul piano previdenziale) in sede di ultimi chiarimenti (richiesti proprio con il verbale del 24.10.2005), e dunque l’attenzione del Collegio deve concentrarsi sul primo punto riportato.

A seguito della contestazione in oggetto, la ricorrente principale ha precisato, in sede di chiarimenti ai sensi dell’art. 25 d.lgs.157/95, che il ridotto monte ore calcolato per garantire il presidio 24h/24 della centrale idrica antincendio e delle centraline di allarme degli impianti di rilevazione incendi (richiesto dall’art. 8.A del C.S.A.) derivava dalla peculiare organizzazione dell’impresa, che avrebbe utilizzato una specifica ed aggiuntiva unità lavorativa solo per il periodo (giorni festivi, ore notturne e così via) in cui non fosse presente negli impianti il personale ordinariamente addetto alla manutenzione, al quale sarebbe stato dato il compito, nel corso dell’ordinario svolgimento della mansioni, anche di presidiare la centrale idrica antincendio e delle centraline di allarme degli impianti di rilevazione incendi. Pertanto, il monte ore necessario per coprire il servizio in oggetto si riduceva per effetto di questa soluzione organizzativa quasi del 50%.

A fronte di tale giustificazione l’amministrazione resistente ha eccepito la violazione delle modalità di svolgimento del presidio della centrale idrica antincendio e delle centraline di allarme degli impianti di rilevazione incendi come desumibile dalle indicazioni del C.S.A., dal quale emergerebbe la necessità di affidare tale servizio, in via esclusiva per l’intero arco delle 24 ore, ad un soggetto distinto ed ulteriore rispetto al personale ordinariamente addetto alla manutenzione degli impianti.

Questa impostazione non sembra coerente con le specifiche organizzative desumibili dal C.S.A.. In effetti la prescrizione di cui al punto 8.A del C.S.A. (“il presidio 24/24h della centrale idrica antincendio e delle centraline di allarme degli impianti di rilevazione incendio con un presidio costituito dalla presenza costante di almeno n. 1 (una) unità di personale”) deve essere letta ed integrata dal successivo punto 8.B – 2.2 del C.S.A., che, nello specificare le modalità di funzionamento del presidio in oggetto, distingue chiaramente l’organizzazione necessaria durante le ore di funzionamento del Complesso (stabilendo che “il personale che cura la conduzione e la manutenzione delle centrali idriche antincendio è quotidianamente presente”), e quella necessaria durante le ore di inattività del Complesso, nelle quali deve essere “presente un operatore addestrato alla conduzione delle centrali idriche antincendio”, che presiederà anche “il quadro sinottico di ripetizione degli allarmi”.

Già dall’esame letterale del C.S.A. emerge l’irragionevolezza dell’interpretazione fornita dalla Commissione e posta a base della esclusione dell’offerta della A.M.G.C.; tale valutazione si rafforza alla luce dell’analisi delle giustificazioni fornite dalla seconda classificata sul medesimo punto. Pur condividendosi l’eccezione di inammissibilità delle censure svolte dalla ricorrente principale avverso la valutazione dell’offerta della controinteressata, difettando un concreto interesse a ricorrere sul punto, non di meno la valutazione di congruità dell’offerta della Graded s.p.a. costituisce parametro idoneo ed utile ai fini della connotazione in termini di logicità e coerenza dell’operato della Commissione; logicità e coerenza che, per come detto, costituiscono il nucleo del sindacato del giudice amministrativo in tema di valutazione dell’anomalia dell’offerta.

Dalla lettura delle precisazioni offerte da Graded s.p.a., e ritenute dalla Commissione sufficienti a giustificare il superamento della soglia dell’anomalia, è facile desumere che anche quest’ultima ha inteso organizzare il servizio di presidio 24h/24 della centrale idrica antincendio e delle centraline di allarme degli impianti di rilevazione incendi secondo le medesime condizioni offerte da A.M.G.C. (cfr. i chiarimenti allegati da Graded s.p.a. con la memoria depositata il 26.01.2006, all.6). Nella relazione della costituenda A.T.I. Graded s.p.a. dell’11.10.2005, sullo specifico punto in oggetto, si legge che dal bando e dal C.S.A. “non è fatto cenno né è richiesta in maniera specifica una distinzione tra il personale addetto ai Presidi di cui sopra ed il personale che assicura il Presidio fisso di conduzione e manutenzione nelle fasce orarie indicate nell’art. 9”. In sostanza, in adesione peraltro al tenore letterale del C.S.A., anche la Graded s.p.a. avrebbe garantito il presidio costante della centrale idrica antincendio e delle centraline di allarme degli impianti di rilevazione incendi mediante l’utilizzazione, durante le ore di attività del Complesso, del personale ordinariamente addetto alla manutenzione.

 Dalle superiori considerazioni emerge l’illogicità e la contraddittorietà dell’operato dell’amministrazione nella valutazione negativa dell’offerta presentata dalla ricorrente principale, con assorbimento degli ulteriori motivi sviluppati nel ricorso principale.

In definitiva il ricorso principale è fondato. Ne consegue l’annullamento di tutti gli atti impugnati con il ricorso principale,

Passando alla richiesta risarcitoria, ritiene il Collegio che la domanda debba essere rigettata in difetto di un concreto danno conseguente all’illegittimo esercizio del potere amministrativo, atteso che l’annullamento degli atti della procedura di aggiudicazione lesivi della posizione di A.M.G.C. costituisce risarcimento in forma specifica integralmente satisfattivo.

Le superiori considerazioni impongono la reiezione del quarto ed ultimo motivo del ricorso incidentale, atteso che, al di là delle illegittimità evidenziate, la procedura di verifica dell’anomalia delle offerte (e le connesse giustificazioni offerte sui residui punti dalle concorrenti) non evidenzia profili esorbitanti il potere tecnico-discrezionale attribuito per legge alla Commissione, con particolare riferimento alle precisazioni offerte da A.M.G.C. in relazione al contenimento dei costi per materiali ed oneri.

Quanto alle spese di giudizio, seguono la soccombenza nei rapporti tra ricorrente, da un lato, ed amministrazione resistente, liquidandosi come da dispositivo che segue. Si compensano tra le altre parti.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Prima Sezione di Napoli, definitivamente  decidendo sul ricorso emarginato

- Rigetta il ricorso incidentale.

- Accoglie il ricorso principale nei limiti di cui in parte motiva e per l’effetto annulla gli atti impugnati dalla A.M.G.C..

- Rigetta la richiesta risarcitoria avanzata dalla ricorrente principale A.M.G.C..

- Condanna l’amministrazione resistente a rimborsare le spese del giudizio sostenute dalla ricorrente principale A.M.G.C., nella somma complessiva di € 2.500,00. Spese compensate tra le altre parti costituite.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità Amministrativa.

Così deciso in Napoli, nella Camera di Consiglio del 01.03.06

Fabio Donarono                      Presidente

Michele Buonauro                   Estensore
Ultimo aggiornamento ( giovedì 20 aprile 2006 )
 
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