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Opera abusiva - recinzione PDF Stampa E-mail
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR NA, Sez. II, 2 marzo 2006, n. 3115

 

La costruzione di una recinzione è priva di ogni collegamento con la destinazione urbanistica dell'area e con i modi di utilizzazione della stessa, cosicché risulta legittima qualunque sia la destinazione edilizio -urbanistica del suolo (Cfr. T.A.R. Puglia, 15 febbraio 1984, n. 59, T.A.R. Lazio, Sez. II, 19 febbraio 1987, n. 286, T.A.R. Lombardia Milano, Sez. II, 24 ottobre 1991, n. 1247, Consiglio di Stato,    Sez. V 15 ottobre 2003, n. 6293).        REPUBBLICA ITALIANA

 

             IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE

PER LA CAMPANIA NAPOLI

SEZIONE SECONDA

Nelle persone dei signori magistrati:

 

Presidente                                  dott. Antonio Onorato

 

Consigliere rel.                        dott. Anna Pappalardo

 

Referendario                            dott. Umberto Maiello

 

ha pronunciato la seguente

 

SENTENZA

 

(ai sensi degli artt. 21 e 26 l. 6 dicembre 1971 n. 1034)

 

sul ricorso n. 660/2006  proposto da:

 

TERMINIELLO Nardo, rappresentati e difesi dall’avv. Antonio Maria di Leva e Pasquale Damiano con il primo  elettivamente domiciliato in Napoli via Toledo 156

 

contro

il Comune di Massalubrense, in persona del Sindaco pro-tempore, n.c.

per l’annullamento

<!--[if !supportLists]-->a)      <!--[endif]-->della ingiunzione di demolizione opere edili n. 600 del 4.11.2005

<!--[if !supportLists]-->b)      <!--[endif]-->di ogni altro atto preordinato, connesso e consequenziale ivi compresa la comunicaizoen del Comando VV.UU, prot. 22421 del 23.9.2005.

Visto il ricorso con i relativi allegati,

Viste le memorie prodotte dalle parti,

Visti gli atti tutti della causa,

Relatore alla pubblica udienza del 2 marzo 2006 il Consigliere Anna Pappalardo,

Uditi i difensori presenti come da verbale,

Ritenuto e considerato quanto segue:

FATTO

Il ricorrente assume di essere proprietario di  un immobile in Massalubrense alla località Torca, di avere ricevuto ingiunzione di demolizione per la sostituzione di una recinzione di fondo agricolo realizzata con rete metallica e teloni in plastica, sorretta da profilati in ferro.

Di qui il ricorso in esame con il quale sono denunciati i seguenti vizi di legittimità:

-Violazione di legge , art. 31,10, e 22 TU 380/2001 trattandosi di interventi per i quali non necessita rilascio del permesso di costruire di carattere manutentivo e pertinenziale; inoltre la stessa ordinanza da atto che si tratta della sostituzione di una precedente recinzione; difetto di motivazione in ordine alla attualità dell’interesse pubblico concreto ed attuale alla demolizione;  eccesso di potere sotto vari profili e violazione dell’art. 7 legeg 241/90.

Non si è costituito in giudizio  il Comune intimato.

Alla  udienza in camera di consiglio del 2 marzo 2006 il ricorso è stato trattenuto per la decisione.

DIRITTO

Come è stato rappresentato ai difensori delle parti, ai sensi degli artt. 21 e 26 l. 6 dicembre 1971 n. 1034, il ricorso può essere immediatamente definito nel merito con sentenza in forma semplificata, adottata in camera di consiglio.

Tanto in quanto lo stesso risulta manifestamente fondato.

La costruzione di una recinzione è priva di ogni collegamento con la destinazione urbanistica dell'area e con i modi di utilizzazione della stessa, cosicché risulta legittima qualunque sia la destinazione edilizio -urbanistica del suolo (Cfr. T.A.R. Puglia, 15 febbraio 1984, n. 59, T.A.R. Lazio, Sez. II, 19 febbraio 1987, n. 286, T.A.R. Lombardia Milano, Sez. II, 24 ottobre 1991, n. 1247, Consiglio di Stato,    Sez. V 15 ottobre 2003, n. 6293).

Nel caso in esame, i lavori contestati non mutano in nulla e per nulla la destinazione edilizio-urbanistica. Tali lavori,  assolvono, infatti, esclusivamente a dare concreta attuazione al diritto dell’attuale proprietario di chiudere il fondo (Cfr. anche Consiglio Stato Sez. II, 12 maggio 1999 n. 720; T.A.R. Campania Napoli, Sez. II, 10 febbraio 1992, n. 26; T.A.R. Lombardia Milano, Sez. II, 11 febbraio 2005, n. 367).

Tanto basta per l’accoglimento del ricorso e per l’annullamento del provvedimento impugnato con assorbimento di ogni altra censura.

Le spese di giudizio seguono la soccombenza e sono liquidate nella misura indicata in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Seconda Sezione, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso indicato in epigrafe e, per l’effetto, annulla il provvedimento con lo stesso impugnato.

Condanna il Comune intimato al pagamento in favore del ricorrente delle spese di giudizio che, comprensive di diritti, onorari ed altre competenze, sono liquidate in € 2.000,00 (duemila/00).

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.

Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del 2 marzo 2006.

Il Presidente- dott. Antonio Onorato

Il Cons. est.- dott. Anna Pappalardo

Ultimo aggiornamento ( giovedì 20 aprile 2006 )
 
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