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Giudizio di ottemperanza - decreto ingiuntivo non opposto - ammissibilità PDF Stampa E-mail
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR Napoli, Sez. V, 15 dicembre 2005 / 14 giugno 2006, n. 6994 (Pres. D'Alessandro, rel. Palatiello) 

Se il decreto ingiuntivo divenuto esecutivo per mancata opposizione nei termini di legge ha valore di cosa giudicata, esso -quando, ovviamente, sia stato pronunciato nei confronti di una pubblica amministrazione, ovvero nei confronti di un soggetto privato che sia tenuto, in forza del giudicato, al compimento di un’attività implicante esercizio di potestà pubbliche (concessionario di pubblica funzione o di pubblico servizio) cfr.: Cons. Stato, Sez. IV^, 29 ottobre 2001, n. 5624- consente al creditore, a fronte dell’inadempimento del debitore pubblico, di adire il Giudice Amministrativo in sede di ottemperanza ex artt. 37 e 3 L. n. 1034 del 1971 e 27, n. 4, T.U. n. 1054 del 1924, al pari di ciò che avviene nel caso di sentenze di condanna dell’A.G.O. passate in giudicato (cfr., ex multis, TAR Puglia, Bari, Sez. I^, 3 aprile 2003, n. 1573; 12 ottobre 1999, n. 1298; TAR Campania, Napoli, Sez. V^, 4 luglio 2003, n.8016; Cons. Giust. Amm. Reg. Sic., 14 aprile 2003, n. 156; Cons. Stato, Sez. IV^, 31 maggio 2003, n. 3031; Cons. Stato, Sez. V^, 24 febbraio 2003, n. 982).

REPUBBLICA  ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA CAMPANIA

QUINTA SEZIONE DI NAPOLI

composto dai Signori Magistrati:

Carlo d’Alessandro                                                                Presidente

Paolo Carpentieri                                                                    Cons.

Giovanni Palatiello                                                                  Ref. relatore

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nell’udienza pubblica del 15 dicembre 2005 sul ricorso 3776/2005 di R.G. proposto da:

Casertano Avv. Gabriele, rappresentato e difeso da sé medesimo ed elettivamente domiciliato in Napoli alla Via P. Giannone n. 30 presso lo studio dell’avv. Emilio Iacobellli;

contro

Comune di Maddaloni n.c.;

per l’esecuzione

del giudicato formatosi sul decreto ingiuntivo n. 1041/04 emesso dal Tribunale di S. Maria Capua Vetere – Sezione distaccata di Caserta;

Visto il ricorso ed i relativi allegati;

Letti gli atti di causa;

Udito il relatore alla camera di consiglio, Ref. Giovanni Palatiello;

Uditi altresì i difensori, come da verbale d’udienza;

Ritenuto in fatto e considerato in diritto

Fatto

Con ricorso iscritto al n. 3776/2005, il ricorrente agisce per conseguire l’ottemperanza a giudicato favorevole dell’A.G.O..

 A sostegno della sua  pretesa, premette:

che con decreto ingiuntivo n. 1041/04, depositato il 14.12.2004, e notificato il 14.1.2005, il Tribunale di S. Maria Capua Vetere, Sezione distaccata di Caserta, ha condannato il Comune di Maddaloni a pagare in suo favore la somma di € 11.332,84, oltre interessi legali dalla domanda al saldo nonché le spese di procedura;

che su tale decreto ingiuntivo calava l’autorità del giudicato per mancata opposizione nel termine di legge;

che il decreto ingiuntivo de quo in data 16.3.2005 veniva dichiarato esecutivo per mancanza di opposizione e poi spedito in forma esecutiva in data 27.4.2005;

che ciò nonostante, il Comune ingiunto non provvedeva al pagamento di quanto dovuto;  

che in data 14.3.2005 aveva notificato alla Amministrazione resistente un formale atto di diffida e messa in mora, preannunciando che, in difetto di esecuzione, avrebbe agito per l'ottemperanza del suddetto decreto ingiuntivo;

che a tale istanza non era stato dato seguito.

Stante la perdurante inerzia della P.A., il ricorrente ha proposto il presente ricorso, chiedendo a questo T.A.R. che si provvedesse alla esecuzione del suddetto giudicato, eventualmente a mezzo di nomina di commissario ad acta, chiedendo altresì la condanna alle spese del giudizio.

All’udienza del 15 dicembre 2005, il ricorso è stato discusso ed assunto in decisione.

Diritto

Il ricorso è ammissibile e fondato.

Preliminarmente rileva il Tribunale che, nella fattispecie, ai sensi dell’art. 91 R.D. 17.8.1907 n 642,  una copia integrale del ricorso per l’ottemperanza è stata ritualmente comunicata, a cura della Segreteria, al Comune di Maddaloni in data 3.6.2005; ne consegue che il contraddittorio con l’ente intimato, non costituito in giudizio, può ritenersi correttamente instaurato (cfr. Corte Cost. sent. 441/2005; ord. 100/2006).

Per ciò che concerne, l’esperibilità, nella fattispecie, del rimedio di cui all’art. 27, n. 4, T.U. n. 1054 del 1924, osserva il Collegio che  il decreto ingiuntivo non opposto definisce la controversia al pari della sentenza di condanna passata in giudicato.

Ciò si desume dall’art. 650 c.p.c. che, nel disciplinare la c.d. opposizione tardiva, indica lacune limitazioni che non si giustificherebbero se il decreto ingiuntivo non opposto non fosse incontrovertibile; nonché dall’art. 656 c.p.c. il quale dispone che il decreto ingiuntivo dichiarato esecutivo ai sensi dell’art. 647 c.p.c. (e dunque, tra l’altro, per mancata opposizione nel termine stabilito) può impugnarsi per revocazione nei casi indicati nei numeri 1, 2, 5 e 6 dell’art. 395 c.p.c. (c.d. revocazione straordinaria) e con opposizione di terzo nei casi previsti nell’art. 404, secondo comma, c.p.c. (c.d. opposizione revocatoria), esattamente come è previsto nei confronti delle sentenze passate in giudicato; il che induce a ritenere che il legislatore abbia inteso attribuire al decreto ingiuntivo non opposto l’efficacia propria del giudicato, altrimenti non avrebbe senso assoggettarlo ai mezzi di gravame straordinari, che  presuppongono, appunto, la preclusione (o l’esaurimento) dei gravami ordinari, e dunque il passaggio in cosa giudicata (formale e sostanziale) della statuizione giudiziale. 

Orbene, se il decreto ingiuntivo divenuto esecutivo per mancata opposizione nei termini di legge ha valore di cosa giudicata, esso -quando, ovviamente, sia stato pronunciato nei confronti di una pubblica amministrazione, ovvero nei confronti di un soggetto privato che sia tenuto, in forza del giudicato, al compimento di un’attività implicante esercizio di potestà pubbliche (concessionario di pubblica funzione o di pubblico servizio) cfr.: Cons. Stato, Sez. IV^, 29 ottobre 2001, n. 5624- consente al creditore, a fronte dell’inadempimento del debitore pubblico, di adire il Giudice Amministrativo in sede di ottemperanza ex artt. 37 e 3 L. n. 1034 del 1971 e 27, n. 4, T.U. n. 1054 del 1924, al pari di ciò che avviene nel caso di sentenze di condanna dell’A.G.O. passate in giudicato (cfr., ex multis, TAR Puglia, Bari, Sez. I^, 3 aprile 2003, n. 1573; 12 ottobre 1999, n. 1298; TAR Campania, Napoli, Sez. V^, 4 luglio 2003, n.8016; Cons. Giust. Amm. Reg. Sic., 14 aprile 2003, n. 156; Cons. Stato, Sez. IV^, 31 maggio 2003, n. 3031; Cons. Stato, Sez. V^, 24 febbraio 2003, n. 982).

L’ammissibilità del ricorso per l’ottemperanza non è esclusa dal fatto che, nella specie, si tratta di dare esecuzione ad una pronuncia del Giudice Ordinario di condanna della P.A. al pagamento di una somma di denaro, atteso che, secondo il prevalente e preferibile orientamento giurisprudenziale, in tal caso, il rimedio di cui all’art. 27, n. 4, T.U. 26 giugno 1924, n. 1054  è alternativo alle forme dell’esecuzione forzata civile e può anche essere esperito unitamente alla seconda, con l’unico limite dell’impossibilità per privato di conseguire due volte la medesima prestazione (cfr., ex multis, C.d.S., Sez. V, 15.4.2004, n. 2161; VI, 29.1.2002, n. 480; Cass., SS.UU., 8 ottobre 2004, n. 20023).

Inoltre, nel caso in esame, il ricorso per l’ottemperanza è stato ritualmente proposto dopo l’inutile scadenza dell’ulteriore termine di 30 giorni decorrente dalla notifica, avvenuta in data 14.3.2005, dell’atto di diffida e di messa in mora ex art. 90 R.D. 17 gennaio 1907 n. 642.

Ciò stante, al decreto ingiuntivo azionato - passato in cosa giudicata per mancanza di opposizione nel termine di legge e munito di formula esecutiva in data 27.4.2005 - al momento della decisione del presente ricorso non è stata data ancora esecuzione dall’ente intimato.

Appare, dunque, palese la violazione del giudicato, non avendo la pubblica amministrazione proceduto a dare integrale esecuzione a quanto stabilito dal Tribunale di S. Maria Capua Vetere, sezione distaccata di Caserta, con il decreto ingiuntivo de quo.

Né era necessaria l’ulteriore notifica del titolo esecutivo al Comune resistente; e ciò in quanto tale formalità -esclusa nell’ambito dell’esecuzione forzata civile dall’art. 654, comma II, c.p.c.- non figura comunque tra i requisiti di ammissibilità del giudizio di ottemperanza: (cfr. T.A.R. Campania, Napoli, Sez. V, 30.6.2005, n. 9144).  

A fronte della inadempienza della P. A., appare necessario l’esercizio, da parte di questo Tribunale, dei poteri sostitutivi di merito propri dell’ottemperanza nel senso della dichiarazione dell’obbligo del Comune di Maddaloni di provvedere entro un termine perentorio, salva la possibilità di nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inottemperanza.

Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo.

A tale proposito non rileva che il ricorrente, abilitato all’esercizio della professione forense, si difenda da solo: la S.C. ha, infatti, precisato che l'attività svolta nel processo nel proprio interesse da soggetto abilitato all'esercizio della professione legale ed avente la qualità necessaria per esercitare l'ufficio di difensore con procura presso il giudice adito è attività svolta da professionista legale, anche se lo sia nel proprio interesse come è consentito dall'art. 86 cod. proc. civ., e dà perciò diritto alla liquidazione degli onorari: (Cass. civ., Sez. I, 27.8.2003, n. 12542; Sez. III 691/1994)..

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, quinta sezione di Napoli, definitivamente pronunciando, disattesa e respinta ogni diversa istanza, domanda, deduzione ed eccezione, così provvede:

1.         Accoglie il ricorso n. 3776/2005 e per l’effetto dispone che la parte resistente, Comune di Maddaloni, dia integrale esecuzione al giudicato formatosi sul decreto ingiuntivo n. 1041/04 emesso dal Tribunale di S.Maria Capua Vetere, Sezione distaccata di Caserta, nel termine di giorni trenta dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notifica della presente sentenza, se anteriore;

2.         Dispone che, in caso di ulteriore inadempimento, a tale esecuzione  provveda il commissario ad acta, qui individuato in un funzionario dell’Ufficio Territoriale del Governo di Caserta, alla cui designazione provvederà, scaduto il termine di sessanta giorni predetto e su istanza del ricorrente, il Prefetto di Caserta;

3.         Pone a carico della parte resistente, Comune di Maddaloni, il compenso spettante al commissario ad acta, da liquidarsi con successivo provvedimento;

4. Condanna la parte resistente, Comune di Maddaloni, a rifondere alla parte ricorrente, le spese del presente giudizio, che liquida in complessivi €. 750,00 ( = euro settecentocinquanta/00) oltre I.V.A., C.P.A.. e rimborso spese generali, come per legge;

 

5.         Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità Amministrativa.

Così deciso in Napoli, nella Camera di Consiglio del 15 dicembre  2005.

 
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