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Edilizia - abuso - condono - ricorso - improcedibilità PDF Stampa E-mail
Scritto da La redazione iusna.net   

TAR NA, Sez. II, 2 marzo 2006, n. 3069 

Nel sistema della legge 28 febbraio 1985 n. 47, esplicitamente richiamato dall’a. 32 comma 25 D.L. 30 settembre 2003 n. 269 (convertito in legge 24 novembre 2003 n. 326), qualora l'interessato abbia presentato domanda di condono e, pertanto, attivato il procedimento per ottenere la concessione di costruzione edilizia in sanatoria, il ricorso proposto contro un precedente provvedimento repressivo risulta improcedibile per carenza d’interesse.

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania

Sezione Seconda

composto dai magistrati:

dott. Antonio                           Onorato                Presidente

dott. Andrea                            Pannone               Consigliere Relatore

dott. Pierluigi                            Russo                   I Referendario

ha pronunciato, ai sensi del comma decimo dell’articolo 21 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034 nel testo introdotto dall’a. 3 della legge 21 luglio 2000, n. 205, e dei commi quarto e quinto dell’a. 26 della legge 1034/1971, nel testo introdotto dal comma 1 dell’a. 9 della legge 205/2000, la seguente

DECISIONE IN FORMA SEMPLIFICATA

sul ricorso n. 4745/2004 registro generale promosso da:

MARTONE CARMELA, nata a S. Antonio Abate (NA) il I febbraio 1931

D’AURIA CIRO, nato a S. Antonio Abate (NA) il 7 febbraio 1935

difesa officiata: avvocato Stefania Somma

domicilio: ex a. 35 RD 26/0671924, n. 1054

CONTRO

il Comune di S. Antonio Abate (NA), in persona del sindaco p.t., non c in g

PER L’ANNULLAMENTO

dell’ordinanza del 19 gennaio 2004, n. 12 del dirigente dell’UTC di S. Antonio Abate con la quale si dispone la demolizione di opere edilizie abusive.

Visto il ricorso, notificato in data 19marzo 2004 e depositato in data 8 aprile 2004, con i relativi allegati.

Vista la domanda di fissazione di udienza n. 685 del 2 febbraio 2006.

Vista la “domanda relativa alla definizione degli illeciti edilizi”, assunta al protocollo del Comune di S. Antonio Abate in data 10 dicembre 2004, protocollo 28329 e depositata in giudizio in data 2 febbraio 2006.

Visti gli atti tutti della causa.

Data per letta, alla camera di consiglio del 2 marzo 2006, la relazione del consigliere dottor Andrea Pannone.

Uditi gli avvocati indicati nel verbale di camera di consiglio.

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO E DIRITTO

La sezione ritiene il ricorso manifestamente improcedibile, con la conseguenza che esso può essere deciso con sentenza in forma semplificata (come rappresentato, ai sensi del comma X dell’articolo 21 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034 nel testo introdotto dall’a. 3 della legge 21 luglio 2000, n. 205, ai difensori delle parti costituite), in luogo dell’ordinanza sull’istanza cautelare, così come previsto dall’articolo 26, commi IV e V, della L. 1034 del 1971, nel testo introdotto dal c. 1 dell’articolo 9 della L. 205 del 2000.

Nel sistema della legge 28 febbraio 1985 n. 47, esplicitamente richiamato dall’a. 32 comma 25 D.L. 30 settembre 2003 n. 269 (convertito in legge 24 novembre 2003 n. 326), qualora l'interessato abbia presentato domanda di condono e, pertanto, attivato il procedimento per ottenere la concessione di costruzione edilizia in sanatoria, il ricorso proposto contro un precedente provvedimento repressivo risulta improcedibile per carenza d’interesse.

Per effetto della presentazione di tale domanda, infatti, ai sensi degli a. 38 e 44 della legge 47/1985 il provvedimento repressivo diventa automaticamente privo di efficacia (T.A.R. Campania IV, 5 dicembre 2001, n. 5206).

Né l’efficacia e, pertanto, la lesività del provvedimento sanzionatorio potrà essere successivamente ripristinata.

A seguito dell’esame della domanda da parte dell’amministrazione, infatti, il provvedimento stesso dovrà essere necessariamente sostituito o dalla concessione in sanatoria (espressa o implicita) o da un nuovo provvedimento sanzionatorio da emanare sulla base dell’istruttoria compiuta ed in applicazione dell' a. 40 stessa legge (T.A.R. Campania IV 16 luglio 2002 n. 4109; T.A.R. Lazio II 2 ottobre 2002 n. 8307; C.S. IV, 11 dicembre 1997 n. 1377 e V, 4 agosto 2000 n. 4305).

Ne consegue che la parte ricorrente, avendo presentato la domanda di condono, non ha alcun interesse all’impugnazione dell’ordinanza di demolizione, ormai non più idonea ad arrecarle pregiudizi.

Ricorrono giusti motivi per compensare tra le parti delle spese di giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Sezione Seconda, dichiara improcedibile il ricorso meglio specificato in epigrafe.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del 2 marzo 2006.

dott. Antonio                           Onorato           Presidente

dott. Andrea                            Pannone          Consigliere Estensore

 

 


Ultimo aggiornamento ( giovedì 20 aprile 2006 )
 
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